IST BIDAR DE ERKANTE DABAROT
ERRATA VALUTAZIONE DEL PRODOTTO TURISTICO. Rinnovo impianti sciistici in altopiano: 10 milioni di euro dai fondi ODI (aree transfrontaliere), 3 milioni di euro dalla Regione... L'altopiano risponde "grazie per i contributi, peccato che ne siano necessari di piů" (cfr_L'Altopiano, Sabato 03 gennaio, pag 3). Intanto il Trentino investe per promuovere quello che l'altopiano per la sua stessa orografia ha giŕ, ma non viene neppure considerato dagli amministratori (2014, paradossale, neppure Asiago e Gallio sono collegate da un percorso pedonale). Manca una basilare rete di percorsi ben segnalata, unificata, organizzata e promossa sotto un unico marchio SETTE COMUNI, fruibile 365 giorni all'anno da Enego a Rotzo e verso sud connessa a Lusiana e Conco, con la connessione di tutti e otto i comuni. E' la "normalitŕ" negata dai vertici del turismo asiaghese impegnati (ostinati) su modelli di sviluppo risalente agli anni '70: Golf, aeroporto, impianti di risalita, fuochi artificiali... Niente turismo sostenibile da Asiago, quando: «Solo una corretta valutazione del territorio e della sua reale identitŕ secolare consente di agire responsabilmente e ridurre al minimo il rischio di impegnarsi in investimenti sbagliati». (Linee guida Commissione europea sviluppo aree a vocazione turistica). Niente cultura locale e identitŕ SETTE COMUNI da Asiago, ma "Altopiano di Asiago" quando: «L’identitŕ quindi č l’elemento fondamentale per la strategia di valorizzazione. Gli elementi che devono trovare spazio in un percorso (che potrebbe assumere la forma dell’ecomuseo) sono quelli legati alle abitazioni, ai luoghi del lavoro, agli utensili, agli oggetti.” ...all'antica parlata di origine germanica. (Progetto marketing territoriale Magnifica Comunitŕ degli Altipiani cimbri). Ad Asiago tutto «ist bidar de erkante dabarot», "é contro la veritŕ conosciuta". Andrea Cunico Jegary

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: SETTE COMUNI | Data: 11/01/2014 19.07.37 | Id messaggio : 156


C'E' QUALCOSA CHE NON VA IN ALTOPIANO
C'E' QUALCOSA CHE NON VA_c'č qualcosa che non va, non č possibile che all'interno della comunitŕ altopianese non sia giŕ in corso da tempo un dibattito aperto sul tema della sostenibilitŕ del turismo. Un governo responsabile e unitario di questa economia č assolutamente vitale per il territorio dei SETTE COMUNI. La sua stessa identitŕ secolare non trova senso se non come risorsa e proprietŕ collettiva di tutta la comunitŕ altopianese, «per il semplice fatto che la terra č del popolo e i suoi frutti sono di tutti come ad uso antico» (Stern). C'č qualcosa che non va proprio nella qualitŕ del governo territoriale di questa economia da cui dipendono direttamente qualitŕ di vita e reddito diffuso della popolazione. Gli interessi commerciali di Asiago vanno rispettati, cosě perň le peculiaritŕ degli altri centri minori e rispettive contrade, perché č tutto il sistema a comporre la formidabile risorsa turistica di cui gode il Corso 4 Novembre di Asiago. Le ricerche COSES del 2009 indicano chiaramente che l'altopiano č percepito come un unico vasto comprensorio, suggerendo quindi che come tale vada gestito e promosso nella sua identitŕ originaria SETTE COMUNI, non come "Altopiano di Asiago", denominazione che nessuno troverŕ nella cartografia ufficiale di Stato (IGM) o CAI, come non troverŕ ad esempio altri neologismi come "padania".

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: SETTE COMUNI | Data: 11/01/2014 18.58.25 | Id messaggio : 155


NEL FUTURO DEL TURISMO MOBILITĂ€ DOLCE
ENEGO. Il tema è stato al centro di un incontro con esperti del settore. «Utilizzare i percorsi già esistenti creando un'unica rete estesa a tutti i Comuni dell'Altopiano». Un progetto di mobilità dolce da estendere a tutti i Comuni dell'Altopiano. Se ne è parlato nel corso della serata proposta al Palazzo della Cultura e del Turismo eneghese dove l'argomento è stato affrontato anche in un'ottica di turismo, facendo intravedere nuovi scenari per il futuro del territorio. Anche perché, è stato sottolineato, pur in questi tempi oggettivamente difficili, il turismo sostenibile non conosce crisi. Si tratta di utilizzare i sentieri e i percorsi già esistenti, valorizzandoli, senza alterare il paesaggio, creando un'unica rete per tutto il territorio. Per far questo è necessario che tutti i Comuni e la Comunità Montana siano coinvolti in un'unica strategia condivisa. Quello della mobilità dolce è un tema caro anche al sindaco Fosco Cappellari che ne aveva fatto uno dei punti focali del programma in vista delle amministrative dello scorso maggio. Tra i relatori intervenuti, l'architetto Caterina Zancanaro di Rotzo si è soffermata sul rapporto tra la qualità di vita e il turismo; Giorgio Lazzarotto, anche lui architetto ha invece portato l'esperienza maturata con il progetto “Percorso naturalistico dal Brenta alle colline tra Bassano e Marostica” attualmente in fase di realizzazione; Andrea Cunico, esperto di marketing territoriale, ha invece sottolineato l'importanza di una rete di mobilità dolce per l'Altopiano inteso come secolare “monumento diffuso”. Il microfono, poi, è passato al pubblico che ha mostrato di apprezzare l'iniziativa.

Autore: Rossella Mocellin, Giornale di Vicenza | Luogo: Giornale di Vicenza del 16.10.2013 | Data: 16/10/2013 20.33.36 | Id messaggio : 154


UN’UNICA RETE DI PERCORSI PER L’ALTOPIANO
Non succede sempre di uscire da una serata con un’idea precisa: “sono felice di esserci stata”, che riassume tutte le sensazioni che hai provato in quelle due ultime ore, ascoltando idee..., punti di vista, conoscendo persone che ti permettono di aprire lo sguardo, di consolidare la tua passione per il territorio che ti accoglie, di trovarti finalmente parte di un gruppo che con semplicità, ma serio, profondo e studiato pragmatismo, esprime un progetto che consolida il tuo credo e lo rende tangibile! No, non è contorta la mia premessa, chi c’era e chi conosce, condividerà; chi non c’era e non conosce, dovrebbe incuriosirsi e cercare i dissipare i propri dubbi perché ne vale proprio la pena. Sto parlando di un progetto che non è una cattedrale nel deserto, che non richiede di stravolgere paesaggi, è un progetto che impone prima di tutto: volontà, consapevolezza, conoscenza e sensibilità. Un progetto che pone come condizione fondamentale: il recupero della buona volontà, dell’antico buon senso, dell’antico senso dell’ aiuto reciproco per il bene comune. Sto parlando della serata, che si è svolta ad Enego venerdì 4 ottobre, presso il Palazzo della Cultura e del Turismo. Il titolo: Un’unica rete di percorsi pedonali per l’Altopiano dei 7 Comuni. Un territorio unico, un unico territorio. Un piano di mobilità dolce e di turismo sostenibile, che prevede il recupero di infrastrutture, sottraendo al degrado tante mulattiere, tanti antichi percorsi e strade militari. Una rete di strade che unirebbe il territorio dei sette Comuni, che offrirebbe un patrimonio culturale e naturale unico, sotto un marchio comune, potenziando in modo intelligente e sostenibile il turismo, dando una nuova opportunità economica. Tre i relatori intervenuti, impeccabili professionisti che, con affabilità, chiarezza e grande coinvolgimento e passione, hanno presentato, da diversi punti di vista, il progetto. Caterina Zancanaro, architetto altopianese, come donna, mamma e professionista, ha trattato il tema: ”Qualità di vita e turismo, le valenze di una rete di Mobilità Dolce per il territorio dell’Altopiano 7 Comuni”. Giorgio Lazzarotto, architetto di Bassano, che ha esposto un progetto, già in fase esecutiva, “L’esperienza del progetto “Percorso naturalistico dal Brenta alle colline tra Bassano e Marostica (AQUAS 1)”. Infine il promotore da anni di questa proposta sulla Mobilità Dolce, Andrea Cunico Jegary, che tra passato e presente, esprimendo profondo senso di appartenenza per il territorio altopianese, e con la volontà di adoperarsi, per il bene di questo patrimonio collettivo, ha parlato di :”Una rete di mobilità dolce come secolare “monumento diffuso” dell’identità Altopiano sette Comuni”. La serata ha raccolto ad Enego un pubblico non numerosissimo, ma molto interessato e vivace, propositivo. una platea che è intervenuta con commenti, domande, idee, molto appropriati, ma soprattutto con un entusiasmo che ha piacevolmente stupito organizzatori, relatori ed ospiti. Unica nota stonata, i posti vuoti sul palco, lì erano stati invitati a sedere i sindaci altopianesi. All’appello hanno risposto solo: il sindaco di Enego Fosco Cappellari, che ha voluto e ospitato la serata, il sindaco di Rotzo Lucio Spagnolo, e in rappresentanza di Foza il presidente della Comunità Montana Roberta Marcolongo.

Autore: Stefania Simi | Luogo: L'ALTOPIANO N.409 del 12|10|13 | Data: 13/10/2013 17.04.03 | Id messaggio : 153


ENEGO | VEN | 04 | OTT | 20.30
Non è più possibile agire irrresponsabilmente nel turismo, senza cioè partire da una visione condivisa dell'identità del territorio (Altopiano dei Sette Comuni) e da politiche comuni per il turismo di tutti (fare rete). Nessun dibattito in corso su un progetto condiviso a lungo termine, dove il turismo rappresenti un bene comune, anche culturale, per la comunità altopianese. Un'unica rete di percorsi pedonali, sotto un unico marchio "Altopiano Sette Comuni", è il primo progetto per l'avvio di un nuovo approccio unitario. Grazie all'accoglienza del Sindaco di Enego Cappellari e della Presidente della Comunità Montana Marcolongo si è tenuto ad Enego l'incontro con dibattito pubblico: ENEGO Palazzo Cultura e Turismo | VEN | 04 | OTT | 20.30 MOBILITA' DOLCE E TURISMO SOSTENIBILE «UN’UNICA RETE DI PERCORSI PER L’ALTOPIANO DEI 7 COMUNI» Caterina Zancanaro / architetto: «Qualità di vita e turismo, le valenze di una rete di Mobilità Dolce per il territorio dell’Altopiano 7 Comuni» Giorgio Lazzarotto / architetto: «L'esperienza del progetto "Percorso naturalistico dal Brenta alle colline tra Bassano e Marostica" (Aquas1) Andrea Cunico Jegary / marketing territoriale: «Una rete di mobilità dolce come secolare "monumento diffuso" dell'identità Altopiano Sette Comuni» 22.00_MICROFONO AL PUBBLICO

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: | Data: 07/10/2013 21.20.21 | Id messaggio : 152


MOBILITA' DOLCE: ECCO PERCHE' VIENE NEGATA
In altopiano non si č ancora capita l'importanza di dotarsi, estate/inverno, di un'unica estesa rete di percorsi pedonali che valorizzi quanto giŕ esiste da secoli. 2013: nemmeno Asiago e Gallio, le due "perle" della conca centrale, sono ancora collegate da un percorso (sono solo 2.800 metri). Perché non si vuole questa basilare rete intercomunale di percorsi da centro a centro, da centro a contrade, da contrade a sentieri CAI? Diciamo subito che ciň accade mentre 9 milioni di euro vengono destinati a potenziare impianti di risalita in quota e altri, sempre in quota, per il turismo delle trincee raggiungibili in auto. Significa auto in quota estate e inverno. La rete invece non si vuole proprio perché rappresenta il secolare e fondativo concetto, oggi negato, di cooperazione fra tutti i comuni dell'altopiano: non la si vuole proprio perché con un'unica tabellazione cooordinata "unisce" il territorio, fisicamente e simbolicamente, sotto un unico marchio "Altopiano Sette Comuni", sovrastando quindi il concetto "Altopiano di Asiago" con cui Asiago - Gallio - Roana tradiscono e prevaricano il patto con gli altri "cari fratelli" del 1310. In mancanza di un tavolo permanente di consulta e progettualitŕ partecipata da tutti i comuni ecco dunque nuovo ripetersi i soliti errori, con ulteriori dispersione di fondi (40.000 euro ad Asiago) per ulteriori progetti di percorsi sparsi a macchia di leopardo, in una visione parcellizzata e strettamente "comunale", non spendibili in un'unica grande carta con una rete di percorsi di mobilitŕ dolce dell' "Altopiano dei Sette Comuni"...

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: ALTOPIANO DEI SETTE COMUNI | Data: 21/09/2013 18.40.12 | Id messaggio : 151


IL SENTIERO DEI PICCOLI MAESTRI
Asiago, Sala della Reggenza 7 Comuni (ex stazione) VENERDI 20|09|13 ore 20.30 PRESENTAZIONE PROGETTO per l’allestimento di un sentiero da dedicare ai Piccoli Maestri e agli altri caduti durante i rastrellamenti nazifascisti del 5-10 giugno 1944: M.ga Fossetta, Cima Isidoro, M.te Colombara. SARANNO PRESENTI: il sindaco di Enego Fosco Cappellari e gli scrittori ed esperti di montagna: Roberto Pellizzaro, Benito Gramola, Egidio Fontana, Tarcisio Bellò; Carla Poncina dell'Istrevi, AVL, ANPI e CAI Altopiano 7 Comuni. TESTIMONIANZE DIRETTE: testimoniano la loro militanza nel gruppo di Capitan Giuriolo: Giuseppe Zanella 'Bepi' 1923, Sabino Fabris 'Saetta' 1924, Disma Martin 1925. A CURA DI: Giorgio Spiller

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: ALTOPIANO DEI 7 COMUNI | Data: 15/09/2013 16.27.34 | Id messaggio : 150


UNA RETE INTERCOMUNALE DI MOBILITA' DOLCE
Non credo che in altopiano si sia ancora capita la dimensione multidisciplinare richiesta da una rete di Mobilità Dolce. Questa infrastruttura intercomunale si fonda sul concetto di cooperazione fra gli attori di un territorio: "unisce" cioè, fisicamente e simbolicamente il territorio nella consapevolezza di competere verso il mercato esterno. Nel nostro caso si tratta dunque dello strumento primario per l'avvio un processo di emancipazione. Implica un patto tra una comunità che sia consapevole protagonista di innovazione in una visione dell'offerta turistica come proprio bene comune diffuso. Per contro, la realtà altopianese manifesta una filiera decisionale priva di visione strategica (assenza di identità / marca) e con scarsa propensione alla cooperazione (assenza di rete / sistema). Marzo 2010: su invito dell'allora assessore della Comunità Montana Carboniero ho lavorato a lungo ad una relazione, sono state protocollate da Carboniero due convocazioni, inoltrate agli otto sindaci con oggetto "Incontro di approfondimento sulla tematica della Mobilità Dolce", ma ambedue disertate, se non da Rotzo. Giugno 2011, al Seminario Mobilità Dolce di Gallio, ottimi i relatori, è emersa la totale lontananza dei decisori locali dalla tematica, totalmente disertato l'evento dagli amministratori altopianesi. Settembre 2012, il festival “Cammin@ltopiano” è stato totalmente snaturato, omessa la dizione Mobilità Dolce, prescritta la valenza strategica della rete intercomunale, spostata la tematica su tutt'altra cosa: il "Festival del Muoversi in Montagna". Il dibattito tuttora è a zero, ulteriori finanziamenti parcellizzati (GAL) si dissolvono in piccoli interventi disorganici, in mancanza di un tavolo permanente di consulta per la rete ecco ulteriori emarginazioni con progetti di percorsi a visione "comunale". Cosa fare? Per creare consapevolezza credo sia utile il microfono di un convegno o un blog o questo sito o una pagina Facebook o di un giornale.

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: ALTOPIANO 7 COMUNI | Data: 19/08/2013 8.20.53 | Id messaggio : 149


RIUNITI NEL NOME DI STERN
LE COMUNITA' DEI CIMBRI RIUNITE NEL NOME DI STERN L'antica comunitŕ cimbra che un tempo occupava gran parte dell'area nord occidentale del Veneto, dal Cansiglio alla Lessinia, e in particolare gli altipiani dei Sette Comuni e di Lavarone-Folgaria, si č idealmente riunita sabato nel piccolo centro trentino di Luserna, per un evento letterario costruito intorno a Mario Rigoni Stern e al suo libro piů bello, “La storia di Tönle”. Merito dello studioso Andrea Nicolussi Golo, che ha avuto l'idea di tradurre il libro in cimbro, restituendo cosě la lingua originaria ai protagonisti della vicenda narrata dallo scrittore asiaghese. http://sergiofrigo.myblog.it/archive/2013/08/11/temp-98004336513e9b619b32a4735bcc6918-5578733.html

Autore: Dal blog del giornalista di Sergio Frigo | Luogo: ALTOPIANO DEI SETTE COMUNI | Data: 13/08/2013 3.06.48 | Id messaggio : 148


UN FILM DI OLMI SULLA GRANDE GUERRA?
Un film sulla Grande Guerra, con soldi pubblici, come spot turistico per Asiago in occasione della celebrazione del centenario? Sarebbe bello che il maestro Olmi ci donasse una Storia di Tönle ambientata sulla nostra "terramadre", l'Altopiano dei Sette Comuni. Dove storia, tradizioni e luoghi avevano nomi secolari giŕ molto prima arrivasse la Grande Guerra. Dopo il 1260, con la caduta degli Ezzelini, la popolazione decise di unire i Comuni in federazione per governarsi nel modo piů pacifico e autonomo: quali politici e quali film abbiamo visto per i 700 anni dalla nascita della Reggenza? Storia di Tönle č stato scritto in italiano, tradotto in francese, giapponese, inglese, ebraico, tedesco, svedese, portoghese, spagnolo, danese, ma in che lingua si esprimevano i suoi protagonisti? «Ena zo böllaz iz gest gerif in an strambatn platz züntrest ünsarn pčrng, vorda aheft da groaz ebene, boda raivan gantz süasege faing un di boimarn zibibbo, un boda aubaksan di ölpuamen» / "Senza volerlo era giunto in quel luogo singolare ai piedi delle nostre montagne e prima dell’inizio della grande pianura, dove maturano fichi dolcissimi, l’uva zibibbo e crescono gli ulivi (dalla traduzione di Andrea Nicolussi Golo, Istituto Culturale Cimbro di Luserna). Tönle Bintar č storia e spirito settecomunigiano. Secondo lo stesso Stern, Il Sergente č il suo libro «piů famoso», Tönle il «piů bello». Del primo Olmi ha scritto e pubblicato la scenografia, senza riuscire a girare il film, oggi č tempo di decrescita, di valori, dell'uomo libero Tönle, nostra vera identitŕ e antica saggezza. La Grande Guerra, che va rispettata soprattutto per chi č stato mandato al sacrificio, rimane tragica parentesi di follia umana, sullo sfondo. L'altopiano ha la piů alta concentrazione di malghe, altrove il turismo propone le "malghe didattiche": ad Asiago una cultura antistorica, nazionalista e anti-cimbra esalta le "trincee didattiche". A Luserna si ridona dignitŕ all'«Antica Lingua», ad Asiago, dove Stern č nato, si arriva a negare persino l'identitŕ secolare di "Altopiano dei Sette Comuni" volgarizzando gratuitamente con "Altopiano di Asiago". Sono le tappe della disfatta di un territorio in mano a «vandali» (Gian Antonio Stella). Lega delle Sette Terre Sorelle, Federazione dei 7 Comuni, Spettabile Reggenza 7 Comuni: in altopiano i principi di fratellanza (identitŕ) e cooperativismo (bene comune) furono sempre fondativi, «per il semplice fatto che la terra č del popolo e i suoi frutti sono di tutti come ad uso antico», citando ancora Stern. Quanto accade oggi č invece «ist bidar de erkante dabarot» / "contro la veritŕ conosciuta". Un territorio unico, un unico territorio, del sole, della natura, di un modo di vita «opera d'arte», con una propria identitŕ che ha almeno sette secoli. Chi altri ha tutto ciň? Soprattutto, perchč proporci come l'altopiano della Grande Guerra?

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: ALTOPIANO SETTE COMUNI | Data: 02/08/2013 13.45.21 | Id messaggio : 147


ASIAGO CONTRO ALTOPIANO SETTE COMUNI
La pubblicazione del sito asiago.to ufficializza, di fatto, una definitiva sconfitta culturale per l'altopiano. Non mi riferisco alla grafica, ma all'errata valutazione strategica di comunicazione origine di gravissimo danno economico per tutto il territorio. Porre al centro la sola identitŕ "Asiago" rappresenta la negazione dell'identitŕ originale "Altopiano dei Sette Comuni". Con questo agire Asiago procede arbitrariamente in un disegno di prevaricazione politica e disgregazione nei confronti un'identitŕ territoriale da sempre patrimonio comune di tutti gli altopianesi (8 comuni). Viene dissipato cosě il maggior bene comune, fisico e immateriale, secondo solo all'acqua: un'identitŕ esclusiva, proprietŕ indivisibile a partire dal 1250. Le unicitŕ dei toponimi, del paesaggio e della storia costituiscono la principale fonte di attrattivitŕ di questo territorio. E' cosě a sua volta per l'identitŕ Magnifica Comunitŕ degli Altipiani Cimbri (3 comuni), che non viene prevaricata da Folgaria, né Val di Fassa (7 comuni) da Canazei, né l'Alta Val Pusteria (6 comuni) da San Candido. Stiamo parlando di responsabilitŕ diretta nella distruzione di un patrimonio comune secolare. L'identitŕ č la valenza vitale oggi spendibile come sistema turistico, sotto un unico marchio d'area. La negazione di questa visione di unitarietŕ sta portando alla progressiva distruzione della maggior leva economica sul territorio. Questa prevaricazione di Asiago č contro la veritŕ conosciuta, nega il principio che qui da secoli la terra č proprietŕ comune e cosě i suoi frutti, primo tra questi, oggi, il turismo sostenibile. Il «territorio dei Sette Comuni» (Stern), un territorio unico, un unico territorio.

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: ALTOPIANO SETTE COMUNI | Data: 21/06/2013 12.42.20 | Id messaggio : 146


L'ALTOPIANO COME MODELLO CULTURALE
La comunitŕ altopianese č stata privata di consapevolezza e compartecipazione. La dimensione sociale della conoscenza č stata negata. Il modello culturale proposto č antistorico, arido, ridotto alla Grande Guerra. Il grande patrimonio comune rimangono l'unicitŕ, la storia e l'ambiente. Non c’č futuro senza conoscenza, indispensabile dunque l'umile lavoro di ricerca sulla cultura e l'identitŕ locale. Questa č ignorata, derisa, emarginata. Fino a minimizzare Stern, fino a vendersi al Trentino o proporre un altopiano stupido lunapark. Senza questa consapevolezza non si possono aprire nuovi orizzonti di rinascita. Ma questa consapevolezza č negata perché opposta alla devastante intesa di prevaricazione politica tra le attuali amministrazioni di Asiago, Gallio, Roana.

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: ALTOPIANO DEI SETTE COMUNI | Data: 02/06/2013 10.34.09 | Id messaggio : 145


LA DETERRITORIALIZZAZIONE EMARGINA L'ALTOPIANO
La cultura, per qualcuno, sono solo belle parole, filosofia. La secolare storia dei Sette Comuni č legata all'immigrazione di boscaioli e dissodatori di lingua tedesca provenienti dall’area bavaro-tirolese tra il XII e il XIV (Abbazia Benediktbeuern, 739). E' la storia di una Federazione di Comuni nata oltre 700 fa. Oggi, tracce e nomi dei luoghi rimangono "fissati" assieme e sono radicati diffusamente sul territorio (vedi pubblicazione Prof Danillo Finco). Dopo aver attraversato i secoli, i nomi "cimbri" dei luoghi rappresentano un’ereditŕ vivente, patrimonio culturale e opportunitŕ economica comune da difendere giorno per giorno. Invece no, tutto viene negato dal totale analfabetismo territoriale che negli ultimi anni ha scritto le tappe della disfatta identitaria: nessuna traccia di un patrimonio invidiabile di unicitŕ. L'ultimo atto della devastante prevaricazione in corso, č la promozione del territorio con la denominazione Altopiano di Asiago, anziché l'originale, unitario, Altopiano dei Sette Comuni.

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: ALTOPIANO DEI SETTE COMUNI | Data: 22/05/2013 13.12.06 | Id messaggio : 144


TURISMO E PROCESSI PARTECIPATIVI
La stessa Commissione Europea, nel finanziare progetti in ambito di piano di sviluppo locale (PSL / GAL), sottolinea l'assoluta centralità dei processi partecipativi sul territorio. Senza questo passaggio è impossibile fare rete e condividere una visione di sviluppo univoca e sostenibile. Si tratta quindi di far proprie metodologie ed esperienze di buone pratiche di governo. Queste indicano, prima di tutto, che «la qualità dell'accoglienza turistica riguarda l'insieme della popolazione locale» (approccio LEADER). Finchè non sarà favorito il dibattito (8 comuni) e finchè non si alimenterà questa consapevolezza, non ci sarà innovazione del turismo per l'altopiano, né ricaduta diffusa di opportunità economiche per la sua comunità. Guidare questo processo di emancipazione spetta direttamente alle istituzioni sul territorio, è loro primaria, precisa, oggi disattesa, responsabilità.

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: ALTOPIANO DEI SETTE COMUNI | Data: 09/05/2013 13.16.36 | Id messaggio : 143


TERRITORIO, INNOVAZIONE, TURISMO
INNOVAZIONE PER L'ECONOMIA PRIMARIA DEL TERRITORIO, IL TURISMO. SE NON ORA, QUANDO? «nonostante le coincidenze negative [la crisi economica, ndr], un buon management del turismo puň far sopravvivere un territorio, ma un management incompetente puň rovinare l'immagine di un territorio, anche in presenza di coincidenze positive» Seppo Rainisto, Marketing e branding territoriale: i fattori di successo, Il nuovo marketing dei sistemi territoriali. Pag 65. Gruppo24ore Editore.

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: ALTOPIANO DEI 7 COMUNI | Data: 15/03/2013 13.29.40 | Id messaggio : 142


RESPONSABILI OGGI, PER L'ALTOPIANO DI DOMANI
RESPONSABILI OGGI, PER L'ALTOPIANO DI DOMANI | ENEGO, Sala PRO LOCO, sabato 16 MARZO ORE 15.00 | GESTIRE E PROMUOVERE UN TURISMO SOSTENIBILE | INCONTRO PUBBLICO CON LA CITTADINANZA _Fosco Cappellari, coordinatore _Andrea Cunico Jegary, marketing e comunicazione _Dibattito e approfondimento. Eccoci al secondo appuntamento, che segue il primo convegno organizzato il 16 febbraio ad Asiago, Casa Sant'antonio - Valgiardini dal PD Altopiano 7 Comuni. TEMI: «l'altopiano č percepito come comprensorio: va proposto come tale, Asiago ne rimarrŕ la stella, ma non sarŕ la destinazione del turismo» Giovanni Santoro | «cultura e territori: nuova industria e fabbrica di futuro» Monica Mailander | «la qualitŕ dell'accoglienza turistica riguarda l'insieme della popolazione locale» approccio LEADER | «la leva piů importante č quella legata al turismo: manca una piena consapevolezza di quello che il nostro territorio puň dare, un'offerta turistica che non č mai stata coordinata da nessuno» Agostino Bonomo | «Chi pensava, dieci anni fa, che il camminare sulla neve con le racchette avrebbe avuto lo sviluppo che quest’anno abbiamo visto?» Stern, La Carta di Asiago (2004) | «[toponomastica ndr] patrimonio di tutti, contro ogni dissipazione e contro ogni livellamento» Patrizio Rigoni | «piů ponti e meno campanili» Sergio Bonato | «identitŕ, storia e ambiente sono beni comuni e proprietŕ collettiva, “per il semplice fatto che la terra č del popolo e i suoi frutti sono di tutti come ad uso antico” (Stern)» Libera Consulta 7C

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: ALTOPIANO DEI 7 COMUNI | Data: 14/03/2013 17.51.18 | Id messaggio : 141


GIORNALE L'ALTOPIANO, LETTERA APERTA
LETTERA APERTA al quindicinale L'Altopiano, la voce degli 8 Comuni. Favorire il dibattito sulle politiche del turismo č indispensabile e basilare. Se questi temi rimarranno ancora blindati e circoscritti ad un piccolo gruppo di amministratori allora sul territorio non crescerŕ mai l'innovazione, né consapevolezza e cultura diffusa del turismo sostenibile. Chiarisco che non stiamo portando l'attenzione su forme di intrattenimento, questo non č ancora marketing territoriale. Stiamo parlando della gestione strategica di un patrimonio immateriale immenso, ma tale solo se "dentro" ad una visione di Sistema Turismo Altopiano 7 comuni. Rendere attuale e competitiva l'attrattivitŕ del sistema altopiano rimane il piů grande dei progetti. Oggi la sfida č culturale, il mercato chiede nuove forme di turismo sostenibile. Dobbiamo chiederci se e come l'altopiano sta andando realmente in questa direzione. Sarŕ dunque possibile aprire sul quindicinale degli 8 comuni uno spazio di discussione, sereno e proficuo, aperto a confrontare pariteticamente e con continuitŕ diverse visioni e approcci? BAR GRUSSAN ALLE MET BIL HERTZE, salutiamo tutti molto cordialmente Andrea Cunico Jegary www.liberaconsulta7c.it

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: ALTOPIANO 7 COMUNI | Data: 11/03/2013 10.14.53 | Id messaggio : 140


CONSUMO IRRAGIONEVOLE DI TERRITORIO
SE IL CONSUMO IRRAGIONEVOLE DI TERRITORIO E' RALLENTATO non č per una contrapposta nuova coscienza comune, ma per una situazione economica sfavorevole alle immobiliari. Il ricatto dei posti di lavoro nel settore edilizio cade: č in questa fase che gli altopian...esi devono ritrovare l'antico senso di federazione e porre nuove basi, condivise, per un futuro responsabile e sostenibile. Una comunitŕ č tale se condivide valori ed economia comuni. Ma il dialogo sul turismo č blindato e cosě non diventa cultura e patriminio comune del teritorio. Prevaricazioni del piů furbi (?), individualismo di piccoli arrampicatori politici e campanilismo hanno giŕ dimostrato che non portano vantaggi alla comunitŕ. Al massimo favoriscono pochi "amici", sempre gli stessi, da decenni.

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: ALTOPIANO 7 COMUNI | Data: 03/03/2013 8.35.59 | Id messaggio : 139


L'ALTOPIANO SOLO DELLA GUERRA?
Con il massimo e sacrale rispetto per tutti i caduti, la guerra è l'unica cosa che non ci appartiene. L'abbiamo subita, non ne siamo certo stati protagonisti, siamo stati "esodati" (...), vergognosamente insultati da Mussolini, che allora scrivendo su l'Avanti invitava a sputare in faccia ai nostri profughi, derubati e instradati come pezzenti, poi accuratamente sparpagliati per l'Italia. Quale la "colpa"? Un'identità storica diversa, un senso della comunità e della proprietà diverso. La "colpa" è quella radicata originalità che oggi viene negata e bollata con «pecorai» da una cultura locale neogerarca, forte solo delle propria pochezza. Ecco allora il vuoto inseguire modelli che non ci appartengono, il negare e ridimesionare in patria i grandi saggi che gli altri ci invidiano; ecco lo svendere il bene comune più grande, un'identità e un'unicità secolari; ecco l'ambiguo rinnegare il primo valore fondativo, la secolare fratellanza tra comuni. Così, se gli altri territori sono protagonisti, e come tali vivono le nuove forme di turismo, l'altopiano del 2013 è emarginato, nega se stesso, è privo di un proprio governo partecipato del turismo, di una propria - vitale - prospettiva di sostenibilità, di un proprio marchio d'area, di un proprio piano strategico. Strumento ignorato, ancora confuso dai decisori con la calendarizzazione di attività di animazione. IL TERRITORIO DEI SETTE COMUNI, UN TERRITORIO UNICO, UN UNICO TERRITORIO.

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: da Facebook "MobilitĂ  Dolce Altopiano 7 C" | Data: 04/02/2013 20.49.38 | Id messaggio : 138


INNOVAZIONE SOSTENIBILITA' COMPETITIVITA'
FAVORIRE IL DIBATTITO PER LA NASCITA DI UN MOVIMENTO CHE GUARDI ALL'UNITÀ DELL'ALTOPIANO DEI SETTE COMUNI Innovazione, sostenibilità e competitività del sistema turismo: un asset strategico che rappresenta il punto di arrivo per il territorio dei Sette Comuni. Si tratta di un obiettivo raggiungibile solamente come derivante di un processo dal basso (bottom-up). Non può invece, in alcun modo, essere calato dall'alto. L'altopiano è degli altopianesi (8 comuni), la straordinaria eredità storico-ambientale è valenza spendibile nel marketing territoriale, bene comune, proprietà collettiva, «per il semplice fatto che la terra è del popolo e i suoi frutti sono di tutti come ad uso antico» (Stern). C'è un'anomalia che per chi veramente conosce e ama questo territorio è storicamente, eticamente, responsabilmente, inaccettabile: gli altopianesi oggi non sono più rappresentati da un proprio governo territoriale unitario (8 comuni) e partecipato (federazione). Di conseguenza siamo in assenza di una progettualità condivisa e incisiva. Bisogna quindi, prima di tutto, ricreare le premesse storiche e reinterpretare, in forme attuali, i temi fondativi di una tradizione giuridica secolare basata sui valori originali di fratellanza e cooperativismo. Ciò è tra l'atro in linea con le linee guida della Commissione europea in temi di aree rurali a vocazione turistica (cfr. approccio LEADER). Le nuove dinamiche di marketing territoriale richiedono una visione storica coerente e, insieme, una visione più ampia dell'identità di questo nostro territorio (sottolineo: 8 comuni). Il più grande dei progetti non riguarda infrastrutture fisiche, ma quella immateriale: diviene vitale saper mettere al centro una strategia comune per comunicare la straordinaria unicità dell'altopiano. Per farlo sono richieste competenze e profili professionali rilevanti, che sappiano consolidare e posizionare l'offerta turistica dei Siben Alte Komàüne dentro un mercato oggi di dimensioni europee. Alcuni amministratori disconoscono irresponsabilmente questa visione, la ignorano, non favoriscono forme di partecipazione e emancipazione: la nascita di una "governance" del sistema turismo territoriale è temuta, quindi ostacolata. Questo agire antistorico a favore di pochi è pagato con l'emarginazione da tutto l'altopiano, il ritardo causato è prima culturale che economico. Questo prevaricare irresponsabile di pochi ha impedito l'avvio di quell'economia delle nuove forme di turismo sostenibile che da anni configura la "normalità" in altre comunità di valle. Il non-governo del territorio ha sciupato opportunità e posti di lavoro, ha sprecato opportunità diffuse e inseguito modelli di turismo che non ci appartengono. Intanto abbiamo perso progressivamente la preziosa identità locale e sperperato la potenzialità di «un'offerta turistica che non è mai stata coordinata da nessuno» Agostino Bonomo, «serve marketing e tutela dell'ambiente» Giovanni Santoro, «più ponti e meno campanili» Sergio Bonato. C'è urgente e vitale bisogno di un progetto comune per l'economia del turismo dell' ALTOPIANO DEI 7 COMUNI, UN TERRITORIO UNICO, UN UNICO TERRITORIO. Guardiamo a un governo territoriale fondato su valori e identità secolari, a carattere sovracomunale e subprovinciale, sul modello dell'economia partecipata delturismo delle Comunità di Valle. Così è sempre stato, a partire almeno dal 1250.

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: ALTOPIANO DEI 7 COMUNI | Data: 31/01/2013 6.35.13 | Id messaggio : 137




[1] [2] [3] [4] [5] [6] [7]