MOBILITA' DOLCE E "SELVATICA"
E' IMPORTANTE SAPER TRASMETTERE LA CULTURA DELLA MOBILITA' DOLCE E "SELVATICA" AI NOSTRI FIGLI come insegnatoci da Patrizio Rigoni, un maestro "selvatico" dell'altopiano: «Nella mia età bambina il contatto con i boschi e...ra pressoché quotidiano e le ore libere dalla scuola le trascorrevo là (...) o con la fionda a caccia di uccelletti o a intrufolarmi in bui cunicoli sotterranei. E così facevano tutti i miei coetanei sin dall'età scolare, abbastanza liberi ciascun di governare la propria giornata e di scegliere i propri giochi. La foresta dunque come scuola, palestra di vita, occasione di pressanti "perché", riserva inesauribile di fatti, di emozioni e di sensazioni, dal timore alla gioia, dal dubbio alla certezza, dallo stupore all'analisi di gesti, suoni e voci fino a sentirsi parte di qualcosa di più grande di noi... »

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: ALTOPIANO DEI SETTE COMUNI | Data: 26/01/2013 15.47.39 | Id messaggio : 136


L'ALTOPIANO E' CAMBIATO
«L'altopiano è cambiato: è stato venduto [...] misono deciso a dipingere, magari riandando con la fantasia a tempi lontani [...] perché i miei concittadini non perdessero l'identità [...] ho dipinto la loro terra, la mia terra: i pagliai scomparsi, le vecchie casare, le baracche fatte di lamiere arrugginite, i "platten", le lastre di pietra così caratteristiche» Giovanni Forte Sceran 1916-1999)

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: ALTOPIANO 7 COMUNI | Data: 20/01/2013 18.06.41 | Id messaggio : 135


L'ERRATA VISIONE DEL POTENZIALE TURISTICO
L' Altopiano dei Sette Comuni è percepito come un'unica identità. Turisticamente Asiago e gli altri centri sono importanti, ma solo "dentro" un'offerta territoriale unitaria, coerente, incisiva, sotto un unico marchio (es Cinque Terre, Alta Val Pusteria, Magnifica Comunità Altipiani Cimbri, ecc). Il territorio di cui parliamo si chiama Altopiano "dei Sette Comuni", è così a partire almeno dal 1300. Stiamo parlando di un ingente patrimonio "immateriale" costituito da una straordinaria unicità di tradizioni, lingua e nome dei luoghi di origine germanica. L'eredità culturale di cinque secoli di autonomia non può essere spogliata e ridimensionata al solo episodio, pur drammatico, della Grande Guerra. La storia di questa grande comunità montana, come a fortemente contribuito a divulgare Mario Rigoni Stern, deve essere recuperata, narrata fatta conoscere nei suoi straordinari valori. E' l'identità l’elemento più competitivo in assoluto su cui costruire una strategia di valorizzazione. Nessun altro territorio di prossimità ha a disposizione una narrazione di questa portata. Ai fini della competitività è dunque vitale organizzare e offrire all'ospite una rappresentazione chiara e intuitiva (richiede eccellenza nella comunicazione) della tradizione storico-giuridica che ha dato identità nei secoli ad una federazione di comuni "cari fratelli". Una radicata visione antistorica, una inadeguatezza di risorse umane specializzate, ma soprattutto un’errata visione del potenziale turistico locale, fanno si che oggi l'altopiano disattenda e contraddica le aspettative di un nuovo turismo molto evoluto sul piano dei valori, attento all'entità della cultura locale. Essere protagonisti nel turismo significa oggi saper intercettare, interpretare e rispondere a queste aspettative. Richiede capacità di avviare un approccio sistemico e processi di condivisione, ovvero affrontare il governo del turismo territoriale mettendo in atto le buone pratiche di governo locale ai fini, responsabilmente, di «ridurre al minimo il rischio di impegnarsi in investimenti sbagliati» (Commissione europea).

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: | Data: 17/01/2013 21.15.10 | Id messaggio : 134


UN' EMARGINAZIONE OGNI GIORNO PIU' DIFFICILE DA RE
PER MOLTISSIMO TEMPO LA COMUNITÀ ALTOPIANESE HA ATTRAVERSATO LA STORIA SENZA LASCIARE TRACCE DOCUMENTALI DELLA SUA ANTICA TRADIZIONE GIURIDICA. Stiamo parlando di secoli di autonomia e di autogoverno. Sul piano territoriale, ciò avvenne dentro la Federazione dei Sette Comuni. Dalla caduta degli Ezzelino, 1260, l'altopiano seppe proteggere la propria unitarietà, custodire la propria unicità, certo mai senza contrasti, ma tenedo al centro il valore della fratellanza tra Prüdere Liben, “fratelli cari”. Sul piano locale il modello è quello germanico, con una vita sociale organizzata dentro le vicinìe, capace di mettere al centro il bene comune e, fondamentale, il diritto degli abitatori sui frutti della terra preservando questa come bene indivisibile della comunità. Un uso antico, tramandato da generazione a generazione, che solo la Grande Guerra sconvolgerà. Servono infatti poche regole per difendere valori forti. E' così se vivi in adesione convinta con il territorio e difendi quello in cui credi. Non può esserci invece adesione, e non c'è infatti, per imposizione esterna. Non puoi attenderti adesione dalla prevaricazione dell'agire antistorico nell'interesse di pochi. Il prezzo in questo caso è la perdita della propria identità, autonomia, autogoverno. Ecco allora il disconoscere i propri valori. E i propri vecchi saggi. Ecco il prezzo che tutto l'altopiano sta pagando con un'emarginazione ogni giorno più difficile da recuperare.

Autore: Andrea Cunco Jegary | Luogo: ALTOPIANO 7 COMUNI | Data: 14/01/2013 12.14.12 | Id messaggio : 133


PATRIMONIO DI TUTTI, CONTRO OGNI DISSIPAZIONE
Dall'introduzione di Patrizio Rigoni nel libro ASIAGO E LE SUE CONTRADE, toponomastica storica, Dionigi Rizzolo, Asiago, giugno 1996: «Ci accoglievano con rara cordialità, ci sedevano accanto per ore collaborando attentamente e smettendo ogni altra faccenda e ci congedavano con un saluto colmo di "grazie", davvero riconoscenti, perché consapevoli che la loro memoria e la loro conoscenza reale e particolareggiata dell'ambiente circostante, erano finalmente apprezzate e valorizzate, tanto da essere ritenute degne di un libro, di un documento comunque destinato a restare nel tempo, a ridiventare patrimonio di tutti, contro ogni dissipazione e contro ogni livellamento.» Oggi tutto ciò è vitale. Lo è in una nuova visione di turismo sostenibile e diffuso, capace di dare opportunità alle generazioni future, visione oggi totalmente disattesa da un cattivo governo del territorio. Questo patrimonio, eredità secolare di unicità, va posto al vertice di una nuova politica economica del territorio per «ridiventare patrimonio di tutti, contro ogni dissipazione e contro ogni livellamento».

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: Hòoga Vüüronghe dar Siban Komàüne | Data: 26/12/2012 13.41.56 | Id messaggio : 132


RITARDATARI
data 07-12-12 ore 13:40, autore "Ritardatari", luogo www.galliorinasce.it/discussione.html «Sembra davvero poco utile, se non proprio desolante, la proposta turistica di alcuni dei nostri amministratori locali, votata da tempo a soddisfare soprattutto alcune vanità personali e non certo a far nascere un comune senso di appartenenza e di partecipazione negli altopianesi. Ancora più demoralizzante è vedere come vengono prontamente osteggiate alcune persone non appena provano a suggerire una politica turistica unitaria ai nostri comuni, che forse è la sola che davvero potrebbe traghettare l'altopiano oltre questo periodo di crisi econimica. E' triste vedere che, non appena Jegary o altri temerari osano ricordarci l'opportunità di queste precise scelte, ci sia sempre qualcuno pronto ad intervenire con l'intento di chiudere al più presto l'argomento. Parlare di politica turistica territoriale per qualcuno è visto come una vera e propria ingerenza in faccende considerate ad esclusivo appannaggio di coloro che nel loro incarico di pubblici amministratori sembrano ricercare soltanto o soprattutto una personale gratificazione. Forse solamente quando la nostra economia locale sarà crollata essi accetteranno di considerare il turismo come un bene comune e l'altopiano come un suo unico bacino di utenza? In ogni caso speriamo che quando questo avverrà non sarà davvero troppo tardi.»

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: www.galliorinasce.it/discussione.html | Data: 09/12/2012 18.36.34 | Id messaggio : 131


ALTOPIANO ALLA DERIVA NONOSTANTE POTENZIALITA' ENO
ARROGANZA, DIMOSTRATA INCAPACITA', PROTAGONISMO E CAMPANILISMO: ALTOPIANO ALLA DERIVA NONOSTANTE POTENZIALITA' ENORMI «Nonostante le coincidenze negative (leggi "crisi"_ndr), un buon management può far sopravvivere un territorio, ma un management incompetente può rovinare l’immagine del territorio, anche in presenza di coincidenze positive di processo (leggi "conformazione, paesaggio, identità, prossimità"_ndr» Mialander, Bollo, Caprioli, Rainaisto. Il nuovo marketing dei sistemi territoriali, pag. 65 Gruppo 24 Editore

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: ALTOPIANO 7 COMUNI | Data: 06/12/2012 13.50.57 | Id messaggio : 130


BIDAR DE ERKANTE DEBAROT
LO SPRECO PIU' GRANDE? AFFIDARE A FIGURE INADEGUATE LA RISORSA COMUNE DEL TURISMO. Senza un proprio progetto unitario per un turismo sostenibile e condiviso l'altopiano perde progressivamente il suo patrimonio più grande: quell'identità territoriale secolare che oggi è risorsa comune ineguaglibile in funzione del futuro della comunità. DOPO SETTE SECOLI «NEL TERRITORIO DEI SETTE COMUNI» (STERN) LE COSE STANNO CAMBIANDO.. Asiago, Gallio, Roana vanno per conto loro. E' la sorte di un territorio millenario oggi in mano a dei "vandali", per citare Gianantonio Stella. In Trentino i comuni viceversa si uniscono, formano nuove Comunità di Valle, organizzazioni basate sull'economia di un nuovo turismo sostenibile a governo condiviso, capaci di organizzare le attrattività sotto un unico marchio d’area, intercettare le nuove forme di turismo, creare reddito diffuso. Accade in Trentino non perché ci sono più soldi, ma perché il “bene” turismo qui viene responsabilmente riconosciuto come risorsa comune del territorio. Questo stesso principio fu fondativo per la Lega delle Sette Terre Sorelle (1259), poi Federazione dei 7 Comuni, poi Spettabile Reggenza «per il semplice fatto che la terra è del popolo e i suoi frutti sono di tutti come ad uso antico» (Stern). Tutto ciò oggi è rinnegato da un governo locale che agisce quotidianamente bidar de erkante dabarot - contro la verità conosciuta.

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: ALTOPIANO DEI 7 COMUNI | Data: 18/11/2012 11.34.58 | Id messaggio : 129


UN'OFFERTA TURISTICA INADEGUATA
«la mancata messa a rete sul territorio di adeguate attrezzature, servizi e operatori in grado di contribuire alla corretta fruizione della rete di percorsi, genera un'inadeguata conoscenza dell'ambiente che ci circonda, causando, tra l'altro, un'offerta turistica inadeguata» Roberto Busi, Michèle Pezzagno | Mobilità dolce e turismo sostenibile | Un approccio interdisciplinare | Gangemi Editore, 2006

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: ALTOPIANO 7 COMUNI | Data: 06/11/2012 10.20.41 | Id messaggio : 128


UN TURISMO MAI COORDINATA DA NESSUNO
LA RISORSA COMUNE DEL TURISMO NON E' MAI STATA COORDINATA DA NESSUNO Senza un proprio progetto politico per un turismo sostenibile e condiviso l'altopiano muore, tutto il resto viene subito dopo. Giornale di Vicenza di oggi, TURISMO: «negli ultimi venti anni c'è stata poca lungimiranza da parte di tutti», «turismo d'inverno, siamo indietro di 50 anni», «responsabilità anche delle amministrazioni» lamentano gli operatori. In altopiano alla gente comune del turismo non interessa nulla, non è mai stata coinvolta in decisioni che sono sempre passate sopra lo testa degli altopianesi. «Jegary, qua xe tuta na mafia, nò te ghe capìo?» ...come chiedere allora amore e impegno per la propria terra? Nessuna innovazione nel governo del turismo. Ancora e sempre campanili e orticelli e poltroncine, ma nessuna progettualità politica comune e respondabile a medio termine. «La leva più importante é quella legata al turismo / manca una piena consapevolezza di quello che il nostro territorio può dare / la peculiarità che abbiamo è di poter dare un'offerta turistica / offerta turistica che per altro non è mia stata coordinata da nessuno» (Agostino Bonomo, 2011).

Autore: Andrea Cunico Jegay | Luogo: ALTOPIANO DEI 7 COMUNI | Data: 31/10/2012 10.33.36 | Id messaggio : 127


POLITICA E BENEFICI ECONOMICI DI UN TURISMO SOSTEN
Svegliarsi dall'incubo e iniziare a trasformarlo in un sogno. Per l'Altopiano dei 7 Comuni, quello vero, comprensivo di tutti i suoi 8 comuni con 467 Kmq, questo sogno si traduce nel dare un nuovo senso ad un territorio secolare oggi svilito prima di tutto sul piano culturale. Una realtà di comunità di montagna così complessa non può vivere se privata della propria, antica, potenzialità cooperativistica. Questi valori fondativi sono oggi vitali per un'economia dove il turismo sostenibile riveste un ruolo vitale. In questo senso non c'è però volontà e qualità dell'agire per il bene comune, ma abbandono. Oggi non è in atto alcuna reale forma di innovazione socioeconomia mirata all'emancipazione diffusa. Lo stesso processo comune di condivisione per una governance territoriale del turismo sostenibile non è mai stato avviato. In questa situazione, quanto si ottiene localmente, pur con grande impegno, non porta crescita in quanto non è in sinergia con un progetto d'area unitario. Al contrario, è in corso un'ulteriore intesa ambigua che vede protagonisti i comuni più forti: accade di nuovo nella segretezza, di nuovo senza trasparenza, senza che la stampa locale ne parli. Sembra che la lezione non sia bastata, l'alibi "gli altri hanno più soldi" è caduto, centinaia di migliaia di euro bruciati senza ricaduta dal Consorzio Turismo, ma ancora una volta ecco gli stessi poteri e all'orizzonte lo stesso scenario in cui alcuni si sentono in diritto di decidere per gli altri senza dover rendere conto di nulla. E' questo prevaricare che condannerà ancora l'altopiano all'emarginazione. Trasformare questo incubo in sogno implica avviare un processo dal basso per l'emancipazione del territorio, creare consapevolezza, coinvolgere attraverso il dibattito la popolazione della REGIERUNG VUN SIBEN KOMOIN, perchè questa ritorni ad essere la vera protagonista del «Territorio dei 7 Comuni» (Stern). Territorio in cui «Il bene del popolo è il bene del governo, e il bene del governo è il bene del popolo» (art. 1 Statuto della Federazione dei 7 Comuni, 1311). E' per questo antico principio di bene comune che la politica e i benefici economici del turismo devono essere condivisi da tutti, «per il semplice fatto che la terra è del popolo e i suoi frutti sono di tutti come ad uso antico» (Stern).

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: ALTOPIANO 7 COMUNI | Data: 24/10/2012 13.30.57 | Id messaggio : 126


L'ALTOPIANO DEVE REAGIRE
L'ALTOPIANO DEVE REAGIRE, NON FUGGIRE DALLA SUE PAURE. Trento Trento, invocano gli altopianesi. Se ne vogliono andare dal Veneto per aggregarsi al Trentino, ma non perchè non si sentono più veneti bensì per godere i privilegi di quella provincia speciale. Questa la curiosa sortita dei sindaci altopianesi che, si giustificano, vogliamo dare esecuzione al volere dei nostri concittadini che plebisc... itariamente hanno chiesto di cambiare provincia e regione. Sfido io, ma chi non avrebbe votato sì al passaggio sotto Trento con la lusinga di entrare in una fantastica paperopoli, lasciando finalmente alle spalle stenti e fatiche di generazioni? Un referendum doppiamente a vuoto sia per il prevedibile rifiuto dei destinatari della proposta sia per l'assenza di contenuti della richiesta. Un ragionamento piccolo piccolo avrebbe dovuto suggerire che non si va a chiedere ospitalità con le mani in mano; che dignità vuole che prima di "elemosinare" si devono battere tutte le strade in casa propria, sia alla Regione Veneto, per far valere le proprie ragioni a causa delle condizioni disagiate di quelle aree. Non si è mai saputo quale sia il progetto di sviluppo della vasta e ricca area altopianese; ricca sì: di grandi potenzialità per i suoi boschi, i pascoli, per il bacino imbrifero più vasto d'Europa non sfruttato, per il turismo, per la storia, per la cultura delle popolazioni. Anzichè far intervenire la Regione di appartenenza e ricorrere anche ai fondi strutturali europei, si preferisce chiedere rifugio ai vicini, umiliandosi perfino. I Fratelli della spettabile reggenza dovrebbero farsene carico ampliando le prospettive oltre i confini delle singole amministrazioni comuni dell'Altopiano. Altro che Trento Trento; l'Altopiano deve regaire, non fuggire dalle sue paure.

Autore: Giovanni Bertacche | Luogo: L'ALTOPIANO n° 383, 13 OTTOBRE 2012 | Data: 24/10/2012 13.18.24 | Id messaggio : 125


UN'UNICA RETE, UN UNICO MARCHIO
In democrazia, gruppi di persone si organizzano liberamente in comitati o associazioni per dare visibilità e incisività alle proprie proposte. Per secoli, questo processo partecipativo sul territorio ha rappresentato per l'altopiano una prerogativa di governo dal basso. Oggi, questo indispensabile processo partecipativo nelle aree rurali è promosso e incentivato dalla Commissione europea con il termine "bottom-up". In questo senso Libera Consulta 7C è nata per sensibilizzare l’altopiano sull’urgenza di obiettivi strategici unitari, vitali per l'economia primaria del turismo. Si tratta di obiettivi tuttora non considerati prioritari dalla filiera decisionale delle singole amministrazioni comunali. La valenza istituzionale di una Rete di Mobilità Dolce, ben segnalata, protetta e indipendente da quella motorizzata, oggi va configurata, per definizione, sotto linee guida comuni, ponendo cioè tutto l’ambito sotto un’unico marchio d'area, ovvero: - unico nome / logotipo (identità percepita) per l’intero sviluppo intercomunale - unico visual della segnaletica e della tabellazione con microstoria / toponimi - unico format per cartografia e guide cartacee e digitali - unico format per sito web / banner - unico Centro Servizi e Ufficio Stampa. E’ la visione di un territorio secolare che, ri-connesso attraverso il ripristino fisico e simbolico della sua originale rete di mobilità, diviene museo diffuso ed esteso parco della memoria.

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: ALTOPIANO 7 COMUNI | Data: 15/10/2012 16.00.02 | Id messaggio : 124


INNOVAZIONE E PROCESSI PARTECIPATIVI NEL TURISMO
Asiago è bellissima, ma è solo Asiago, va dalla Gaiga alla Val d'Orco, non è l'altopiano, e a sua volta l'Altopiano dei 7 Comuni, non è solo Asiago. Parliamo di leadership, quale quadro di innovazione può vantare Asiago rispetto ad altri territori limitrofi? 1_zero processi partecipatevi= avvio processi di attivazione attraverso tavoli territoriali locali con funzione di osservatorio del paesaggio e della sua trasformazione, lavori coadiuvati da facilitatori esterni, ad es. università; 2_zero emancipazione dal basso= osservanza direttive Bottom-Up della Comunità europea, linee guida di sviluppo per le aree rurali ad alta vocazione turistica; 3_zero istituzione delle Comunità di Valle= enti territoriali locali con governance intermedia tra unioni di comuni e Provincia). Mi fermo qui, dico solo ancora che altrove tutto questo è già "tradizione" consolidata, sviluppo sostenibile e responsabilmente conservativo dell'ambiente, fonte di ricaduta economica diffusa "istituzionalizzata". Soprattutto, altrove l'obiettivo condiviso dal territorio (nb_nel nostro caso "Altopiano dei 7 Comuni", non "Asiago") è fare sistema per intercettare le tendenze di mercato e tradurle in opportunità diffuse, dal piccolo bar, all'agriturismo, al B&B, al grande albergo. Quanto sta perseguendo da anni il Comune di Asiago è assolutamente in antitetisi a tutto questo, mentre è funzionale strumentale ad altro. Con tutto il rispetto, visto il modello "Trentino" di cui sopra (esempio in cui non centra il fattore soldi, cioè il "quanto", ma il "come"), propongo un problema di fondo: quale modello di innovazione unitaria per il Sistema Turismo Altopiano 7 Comuni metterebbe al centro Asiago in un tavolo con gli altri comuni?

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: ALTOPIANO DEI 7 COMUNI | Data: 04/10/2012 14.31.20 | Id messaggio : 122


QUELLO CHE MANCA E' LA COOPERAZIONE
Salve da neo iscritto voglio esprimere una mia opinione: Quello che manca fra gli altopianesi è la cooperazione, dall’inizio del novecento fino agli anni settanta i nostri “vecchi” hanno messo in piedi cooperative di consumo, caseifici, sciovie, segherie, ecc, in tempi in cui la miseria era diffusa e si viveva prevalentemente di pastorizia e agricoltura. La gente pur nelle ristrettezze economiche in cui si trovava è riuscita a dare vita a questi progetti con lo spirito di chi credeva nel futuro con la consapevolezza che l’unione era l’arma vincente per realizzarli. Purtroppo dagli anni settanta in poi tutto questo ha cominciato a sgretolarsi, all’interno delle varie società hanno cominciato a serpeggiare malumori, divisioni, invidie, abusi , ruberie, che piano piano hanno portato alla chiusura. Sarà colpa del benessere? Troppo individualismo? Se vogliamo progredire, rilanciare il turismo ed ogni altra iniziativa volta a dare futuro e benessere al nostro Altopiano, dobbiamo ritrovare proprio quel senso di unitarietà che fù l’umus che portò alla nascita della Reggenza dei 7 Comuni nel 1310. Prudere liibe, steet mar bool !!

Autore: Carlo Panozzo | Luogo: ALTOPIANO DEI 7 COMUNI | Data: 23/09/2012 15.24.32 | Id messaggio : 121


IL PROGETTO PIU' GRANDE PER L'ALTOPIANO
ll più grande tra i progetti per il turismo in altopiano, in assoluto, non è un'infrastruttura fisica. E' il saper ritrovare il valore di essere se stessi, un'altopiano coeso attorno all'obiettivo comune dei piccoli passi, è il saper dare senso a un prodotto turistico univoco, al moltissimo che già c'è, il saper organizzarlo e comunicarlo sotto un unico marchio. Il più grande dei progetti è la cultura delle «forme di turismo cosiddette alternative, cioè quelle più vicine a un’accresciuta sensibilità e interesse verso la riconciliazione con la natura, la riscoperta della ruralità, la riappropriazione delle nostre origini». [1] In Italia il turismo rappresenta semplicemente l'asset più importante. Questo porta oggi la Regione Veneto a lanciare un progetto di due milioni di euro per promuovere (nb_non per "fare") la Pedemontana Colline Veneto, macroarea di 137 comuni dalla Valpolicella a Conegliano che passa proprio sotto i nostri piedi. «Fare rete e sistema / una entità di offerta turistica integrata» sento ripetere agli incontri all'assessore regionale Finozzi. Credo che questa visione, oggi più che mai, valga per l'area turistica Altopiano 7 Comuni. La sua vocazione turistica avrebbe dovuto già tradursi, almeno negli ultimi dieci anni, nella concertazione che preserva il paesaggio e crea reddito diffuso. L'altopiano ha in sé quanto serve, e ha inoltre il vantaggio competitivo della prossimità. Ma, ancora, non si parla di innovazione e di offerta turistica integrata, manca l'agire per un'offerta innovativa e integrata, e manca persino una rete di percorsi per la connessione intercomunale [2], un po' come se a Jesolo togliessero gli ombrelloni. Anche nel lavoro, mi piace presentarmi come altopianese, provo profonda appartenenza a questa terra. «Cunico, ma perchè in altopiano non c'è innovazione nel turismo?» mi chiedono a Padova ad un convegno del Nordest delle Imprese di Comunicazione. Rispondo, prima di tutto, che non si vuole l'emancipazione e non c'è dibattito pubblico, di conseguenza, non c'è consapevolezza. Viene così negata l'originalità giuridica stessa di un territorio forte di una tra le più secolari tradizione federative al mondo. L'antistoricità degli amministratori-manager produce oggi, in nuove forme, un consumo di paesaggio in continuità a quanto avviato a suo tempo dall'egemonia degli immobiliaristi-manager, così «dopo i campi di sterminio, stiamo assistendo allo sterminio dei campi» (Zanzotto). Due i fronti: a Enego, con la "riqualificazione" della Piana di Marcesina [3]; nella grande conca centrale, seguendo il Ghelpach, con la trasformazione delle antiche praterie tra Asiago e Gallio in un'estensione di campi da golf e annesse due nuove lottizzazioni in aree vergini di pregio a Zocchi e Ave. Zero sostenibilità, innovazione, competitività. E il danno più grosso è nella comunicazione, oltre mezzo milione di euro di debito del Consorzio Turistico e in cambio l'irrilevanza di marca. Emerge una precisa responsabilità politica, è nella negazione del «fare rete e sistema» per un turismo unitario (8 comuni). «Quindi adesso non li voteranno più questi qui, e ci sarà presto l'avvio di un processo partecipativo...». No, spiego al collega, c'è da superare la complicità tra i decisori che antepongono all'interesse della comunità i loro piccoli poteri localistici. Un po' machiavellico, non passa, mi aiuto allora citando Sergio Bonato, «meno campanili e più ponti». Funziona. «Ma dai, siamo ancora a questo?» Nessun cambiamento, penso tra me, le stesse persone protagoniste della profonda emarginazione dal mercato saranno riconfermate. Hanno agito per concentrare nelle loro mani tutti gli strumenti per farlo. «Ma... possibile nessuno reagisca?» Gli interessi sono forti, se parli c'è l'intimidazione, la delegittimazione personale, la querela, o si è filoamminiastritivi o si è colpevoli di «opinioni politiche di parte». E' così che il sindaco di Enego liquida Legambiente, "colpevole" di avergli assegnato la bandiera nera nazionale per il megaprogetto su Marcesina [3]. Intervento che da solo vale oltre una volta e mezzo gli euro di quello regionale per l'intera Pedemontana Colline Veneto. Il turismo che crea ricchezza diffusa sul territorio è oggi, parallelamente al patrimonio silvopastorale, il maggior bene collettivo della comunità altopianese (insisto, 8 comuni). Occuparcene, informarsi, studiare, partecipare ad incontri per promuovere l'nnovazione è diritto-dovere di tutti «per il semplice fatto che la terra è del popolo e i suoi frutti sono di tutti come ad uso antico» (Mario Rigoni Stern). Questi valori secolari oggi vengono negati, l'art. 1 dello Statuto della Reggenza diceva "il bene del popolo è il bene del governo, e il bene del governo è il bene del popolo". Il nostro antico contratto sociale è attualissimo, vitale. Se oggi perseguire questi valori significa «fare politica», allora sono un estremista che sostiene la rifondazione di una Reggenza 7 Comuni per il governo federato del turismo, oggi l'economia primaria dei Siben Prüdere Liben [4]. [1] Bocconi per la Magnifica Comunità Altipiani Cimbri; [2] www.liberaconsulta7c.it ha raccolto oltre 1.000 firme; [3] fondi transfrontalieri accordo Dellai-Galan; [4] i "Sette Cari Fratelli" confederati dal 1311 nella Reggenza 7 Comuni.

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: ALTOPIANO 7 COMUNI | Data: 31/08/2012 15.32.13 | Id messaggio : 120


TURISMO: PERCHE' GLI 8 COMUNI NON SI ASSOCIANO?
L'economia primaria dell'altopiano è il turismo: perchè gli 8 comuni non si associano su questo? Perchè questo "obbliga" tutte le amministrazioni a sedersi umilmente attorno al tavolo per l'innovazione del territorio. Qui non c'entra sinistra o destra, ma emancipazione o emarginazione dell'altopiano. La risposta attualmente è "emarginazione". La causa è di amministratori che da anni stanno anteponendo i loro piccoli interessi locali all'innovazione diffusa. Da altopianese convinto spero che questi amministratori siano smascherati e paghino in termini di consenso. Solo il confronto e il dibattito pubblico permette a tutti gli abitanti interessati di farsi un'opinione: le amministrazioni altopianesi e la stessa Comunità Montana sono colpevoli di non aver mai favorito questo dibattito sulla governance del turismo. Asiago presidia il ruolo di leadership, con che risultati? Per voto di chi? Su questo blog il dibattito c'è, ma viene contrastato. Facile capire da chi. Non molliamo, non facciamoci intimorire, leggiamo, studiamo, approfondiamo. Abbiamo un territorio unico, ma non siamo più un unico territorio protagonista delle proprie scelte. Questo non ci permette di mettere al centro il più grande dei progetti: la ricaduta diffusa su 8 comuni di opportunità e occupazione a partire da quello che già si ha. Moltissimo, se organizzato sotto un unico, forte, secolare, marchio Spettabile Reggenza 7 Comuni.

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: ALTOPIANO 7 COMUNI | Data: 31/07/2012 14.54.17 | Id messaggio : 119


«Il GOLF CI SALVERA'»?
NEI PROGETTI DELLE AMMINISTRAZIONI LOCALI LE PRATERIE SECOLARI LUNGO IL GHELPACH, UN PAESAGGIO ASSOLUTAMENTE UNICO DI “LAITEN”(rive, dossi), “BEGHELEN” (stradine rurali) E “STOAN PLATTEN” (recinzioni in pietra), CHE SI SNODA TRA ASIAGO E GALLIO, VERRA’ TRASFORMATO IN CAMPI DA GOLF CON ANNESSE DUE NUOVE LOTTIZZAZIONI, SU TERRENI VERGINI, PRESSO LE CONTRADE AVE E ZOCCHI. C’È LA CRISI, COM’E’ POSSIBILE CHE SULL’ALTOPIANO DEI 7 COMUNI IL TURISMO VENGA «SALVATO DAL GOLF» MENTRE INTANTO NEGLI STATI UNITI SIAMO GIÀ ARRIVATI A PIÙ DI 500 CAMPI ABBANDONATI E LA STESSA NATIONAL GOLF FOUNDATION PREVEDE CHE ULTERIORI 1.500 SI TRASFORMERANNO IN PRATI INCOLTI, INVASI DA CESPUGLI E STERPAGLIE? Corriere della Sera (Massimo Gaggi 27 giugno 2012), magazine SETTE: «La crisi sta trasformando i green in campi incolti. È così che siamo già arrivati a più di 500 campi da golf abbandonati negli Stati Uniti. E altri 1.500, prevede la National Golf Foundation, si trasformeranno presto in prati incolti, invasi da cespugli e sterpaglie.»

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: ALTOPIANO DEI 7 COMUNI | Data: 27/07/2012 9.59.30 | Id messaggio : 118


ALTOPIANO, RIPENSACI
Altopiano, ripensaci. Godi di un territorio invidiabile e quanto mai ricco di potenzialità naturali ma anche economiche e sociali. Tutto dipende da te. Invece ti vedo inquieto, incerto, indeciso. Restare o andare coi cugini trentini, un drammatico dilemma che dal referendum del 2007 ti sta fiaccando ogni giorno di più. Se quel voto voleva essere una provocazione o il segno di un´aspirazione profonda, ancora non è dato di capire. Un fatto è certo che questo tuo atteggiamento reale o supposto è un segnale di sbandamento. Sei talmente attaccato alla tua terra e a quel tuo mondo, che sei disposto a sacrificare perfino la tua secolare indipendenza pur di ottenere mezzi per migliorare le condizioni di vita, lassù. E allora se questo è lo spirito che ti anima, disposto anche ad ”emigrare” per fare “fortuna”, perché non rifletti e non cerchi a casa tua quello che vai inseguendo al di fuori dei tuoi confini? Lo so, ti mancano i mezzi e più ancora le agevolazioni che i vicini oltre confine possono vantare a dispetto della tua ormai insostenibile situazione. Ma ragioniamo. Non è inseguendo gli esempi di Sappada o Cinto Caomaggiore che potrai cambiare la tua sorte; situazioni quelle non paragonabili con la tua. Tu hai il turismo, l´agricoltura, la silvicoltura, l´ambiente, la storia. E da ultimo anche la proprietà collettiva, un soggetto in più che con la qualifica di imprenditore agricolo potrà accedere direttamente ai fondi comunitari di sviluppo rurale. Ma devi crederci. Non accontentarti dei fondi per i comuni di confine: solo briciole quelle, un´elemosina umiliante quanto inutile. I sette (otto) fratelli si mettano insieme, anzi ravvivino la “spettabile reggenza” non solo per coordinare ma anche per gestire i servizi e le funzioni delle comunità a cominciare dalla redazione, un´occasione perduta ma ancora rimediabile, di un piano di assetto dell´intero territorio. Scoprirai, caro Altopiano, che il turismo, la principale tua risorsa, si incentiva non con il gioco di “mamma casetta”, dove ogni fratello pensa a sé stesso finendo così col danneggiare l´intero territorio (vero Gallio, vero Roana?), ma con il preservare gelosamente l´ambiente non solo quello naturale ma insieme quello culturale di storia, di arte, di vita locale. Se unirai le forze, meglio se tramite la comunità montana così illustre di storia e di iniziativa, potrai avanzare domanda ai fondi europei per grandi progetti strutturali di innovazione e ricerca. Sono 60 miliardi e passa messi a disposizione e la Regione Veneto, buona ultima, ne spilla si o no 200 milioni. Altopiano, i soldi ci sono ma bisogna chiederli, presentando a sostegno della domanda dei progetti di sviluppo. Il territorio ha bisogno di acqua; e allora via alle impermeabilizzazioni dei torrenti, alla costruzione di bacini e canali, ad opere idrauliche di sistemazione, regimazione e trasporto. Un sicuro vantaggio sia ambientale che climatico con i corsi d´acqua superficiali, ma anche economico per l´eliminazione dei costi di sollevamento da fondo valle. Con l´acqua anche il legname e non ultimo il latte. Caro Altopiano, è triste notare che di anno in anno cala la presenza nelle malghe e del bestiame sui nostri prati. Non ci sono strutture, non ci sono sostegni per far vivere quel prezioso mondo; eppure i fondi ci sono e perfino inutilizzati, come abbiamo visto; occorrono progetti, idee, soluzioni. Non andartene Altopiano; rifletti e mettiti all´opera. C´è tanto da fare qui, sul nostro altipiano.

Autore: Giovanni Bertacche | Luogo: IL GIORNALE DI VICENZA, domenica 15 luglio 2012 | Data: 15/07/2012 22.19.41 | Id messaggio : 117


ROSANNA McFARLIN BENETTI BISACHESE
Condivido pienamente il "Programma". L'Altopiano e' di per se' un diamante, ma se non si fanno gli aggiornamenti necessari, restera' purtroppo, "un diamante grezzo". Auguri. Sinceramente. Prima di vivere in AZ (Arizzona, USA ndr) ho vissuto per circa 17 anni in diverse localita' della Germania. Assieme ai miei famigliari abbiamo camminato in lungo ed in largo le diverse regioni tedesche. Dappertutto ci son segnaletiche direzionali, posti di sosta, ecc. Vedere per credere...

Autore: Rosanna McFarlin Benetti Bisachese | Luogo: Phoenix, USA | Data: 15/07/2012 22.14.08 | Id messaggio : 116




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