RESPONSABILITA'
Sembra proprio che ci abbiano insegnato per bene a non occuparci di certe cose, «non è cosa nostra». Così oggi neppure i giovani altopianesi sembrano troppo inclini alla pianificazione partecipata e ignorano le linee guida U.E. per la cooperazione. Il danno per l'uso irrazionale ed egoistico del territorio è immenso, contro il benessere di tutti. Comprese, disgraziatamente, le generazioni future. Per non dire di alcuni “bravi compaesani”, costruttori di seconde case, per nulla sensibili all'uso responsabile delle risorse comuni. Decisori occulti che, paradossalmente, possono ancora contare su cortigiani rispettosi e sedere, tra un ricorso per una lottizzazione bloccata e l'altro, al vertice dell'attuale filiera decisionale. Un conflitto di interessi ingombrante, almeno quanto la presenza dei loro condomini. Non questi imprenditori, ma bensì l'U.E. ha portato l'Italia a recepire con Legge che “Al fine di contribuire alla protezione del diritto di ogni persona della presente e delle future generazioni di vivere in un ambiente adeguato alla propria salute ed al proprio benessere, ogni Parte garantirà i diritti di accesso all'informazione, alla partecipazione pubblica nel processo decisionale, e l'accesso alla giustizia in materia di ambiente…” (LN 108, 16.04.01 art.1).

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: | Data: 15/05/2010 10.00.28 | Id messaggio : 63


500 LE FIRME RACCOLTE PER MOBILITA' DOLCE
500 firme raccolte da www.liberaconsulta7c.it per Mobilità Dolce | è un traguardo, un segno, un auspicio | grazie a tutti per l'impegno, collaboratori e sostenitori: fare un elenco di nomi sarebbe troppo lungo | mi piace pensare che sia stata colta l'aspirazione di un territorio a migliorarsi | forse sarebbe onesto che le istituzioni ora dessero un segnale di accoglienza | ricordo in proposito quanto recepito dallo Stato con Legge 108,16 marzo 2001, art.1 : “Al fine di contribuire alla protezione del diritto di ogni persona della presente e delle future generazioni di vivere in un ambiente adeguato alla propria salute ed al proprio benessere, ogni Parte garantirà i diritti di accesso all’informazione, alla partecipazione pubblica nel processo decisionale, e l’accesso alla giustizia in materia di ambiente…” | porterò personalmente le 500 firme al Presidente della Comunità Montana | se ci fossero altri suggerimenti: mail@liberaconsulta7c.it...

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: | Data: 21/04/2010 21.17.19 | Id messaggio : 61


UNA RETE DI MOBILITA' E OPPORTUNITA'
Cliccando su "elementi di marketing" sono ora disponibili a tutti le slides proiettate nell'incontro con i sindaci tenutosi venerdi 05 febbraio in Comunità Montana sul tema MOBILITA' DOLCE: UNA RETE DI MOBILITA' E OPPORTUNITA'

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: | Data: 21/02/2010 15.44.28 | Id messaggio : 60


BIBLIOGRAFIA PER UN TERRITORIO
Si tratta forse di un progetto nemmeno molto ambizioso, certamente non c’è la presunzione di elaborare una documentazione bibliografica completa e analitica. L'obiettivo è aggiornare un semplice elenco di pubblicazioni legate alla storia e alla cultura del nostro territorio. Le opere potranno essere segnalate liberamente, tutti sono invitati a collaborare: la modalità, semplicissima, è prevista dall’interno di ciascuna sezione (ad es. da “toponomastica e microstoria”). Proprio perchè “attinenti all’altopiano”, le pubblicazioni segnalate consentiranno a ciascuno di estendere un proprio percorso di approfondimento su aspetti legati all'unicità e all’identità secolare, aspetti troppo spesso giudicati "minori". Proprio come per l’abbandono già denunciato per i percorsi di Mobilità Dolce che si espandono dimenticati attorno ai nostri centri, anche questo patrimonio documentale non è sempre facilmente fruibile da tutti, in parte perchè sottovalutato, in parte dimenticato, in parte non adeguatamente segnalato.

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: | Data: 17/01/2010 21.31.19 | Id messaggio : 58


SEMPLICE, RIVOLUZIONARIO...
«...andiamo per le strade e i sentieri che gli itinerari ci indicano: scopriremo un Altopiano nuovo e singolare, inaspettato, dove storia e paesaggio, natura e lavoro degli uomini saranno nostri compagni in maniera insolita ed emozionante.» Mario Rigoni Stern, presentazione a Montagne dell'Altopiano di Asiago 7 Comuni, foto di Mauro Frigo, Bassano 1983

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: | Data: 29/12/2009 12.00.47 | Id messaggio : 57


PRIMO OBIETTIVO DI SENSIBILIZZAZIONE
Come abitanti legati alle proprie origini o come foresti che frequentano l'altopiano e si interessano alla la sua storia secolare, chiediamo l'avvio di un programma di ripristino, valorizzazione e messa in rete dei percorsi già esistenti, ma in parte abbandonati o non fruibili perchè non segnalati. Questa rete è alternativa a quella motorizzata, ha elevata sostenibilità ambientale ed è finalizzata principalmente alla fruizione dell’ambiente e del paesaggio. Prevede percorsi facili, anulari, separati e protetti, che consentono di muoversi in libertà a tutti, diversamente abili, bambini, anziani, tra una località e l’altra, a partire dai centri, estate-inverno, tra tracce di storia e immersi nella natura, lontani da auto e gas di scarico. A pochi passi dai centri c’è un antico patrimonio di percorsi che collega tra loro contrade e luoghi i cui nomi trasudano di storia, segnati da stoan platten (lastre di pietra), esteso tra prati e boschi, di massima capacità atrattiva. Questo patrimonio ineguagliabile sta scomparendo. Aiutaci ad avere più voce per preservarlo, aggiungi anche la tua firma.

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: | Data: 13/12/2009 22.22.53 | Id messaggio : 56


SISTEMA TURISMO, CHI INDICA LE PRIORITA’?
«Di fronte ad una lista di tante cose da fare e realizzare, sono scritte da qualche parte delle priorità?». La domanda è per i decisori del nostro sistema turismo e parte da Londra, dove vive e lavora Billarman, webmaster di radiomentekatz.com. Naturalmente le risposte non arrivano. Per due ordini di motivi: non si vuol legittimare il blog stesso con interventi "ufficiali"; non c'è alcuno, nemmeno in anonimato, che abbia davvero una risposta. La mia, di risposta, è «no»: non esiste un sistema turismo altopiano, non ci sono priorità condivise, non c’è una lista, nemmeno chi sia incaricato ad aggiornarla. Ma sopratutto i nostri decisori non valutano opportuno che questa lista venga fatta, discussa e condivisa. «Perché no?»: perché implicherebbe sedersi attorno ad un tavolo, dirsi «cari fratelli, a che punto siamo? verso quale sviluppo turistico andiamo? di quali risorse disponiamo? quali strumenti abbiamo per mirare alla competitività con modalità sostenibili, unitarie e responsabili?». Seguirebbe quindi, da parte di ciascun comune, un elenco delle risorse in essere e delle singole infrastrutture in progettazione. Si andrebbe a vedere come "collegarle" in un unico quadro di insieme per renderle sinergiche ad un "distretto turistico altopiano" evitando le sovrapposizioni, rendendo fruibile il sistema in una unica rete, sotto un unico "marchio altopiano", rilevante, visibile, promosso in modo adeguato da professionisti. Un unico governo unitario della risorsa turismo attraverso un accordo territoriale non è utopia, altrove è normalità. La nostra è la storia di una Reggenza con cinque secoli di federazione e di gestione delle risorse ambientali. Questo passato di federazione ad economia silvopastorale può essere ripreso e adeguato in un nuovo macroprogetto con obiettivi condivisi per lo sviluppo di un turismo sostenibile e responsabile. Prima viene l’identità, ad esempio attraverso il ripristino e la valorizzazione (mappatura e tabellazione) di una rete estesa, intercomunale, di mobilità dolce, estate e inverno. Di fatto questi percorsi pedonali sono già esistenti da secoli, ma sono oggi ignorati e trascurati. Si è persa la loro fruibilità, oggi possiamo ricavarne un’eredità preziosa con investimenti minimi. Attivare questa grande rete intercomunale ha una duplice priorità: verso gli abitanti, verso gli ospiti. Un patrimonio di toponomastica e microstoria da mettere a monte dell’intervento di Marcesina e alla ciclopedonale Folgaria - Roana - Asiago per ridare finalmente l’originale senso ai luoghi della nostra memoria. Si tratta di "buon senso", di avere una "visione" del territorio, della logica del minimo sforzo - massimo risultato. Ma anche questo naturalmente implica sedersi attorno ad un tavolo. Come si fa questo “marketing territoriale”, da dove si comincia a mettersi insieme per prendere le decisioni migliori? Come accade in famiglia, prima devi saper far “vedere” agli altri, i vantaggi delle decisioni comuni (definire obiettivi responsabili e sostenibili); questo ti consentirà di dare un senso al tuo “fare” (utilizzare gli strumenti disponibili). Prendiamo a prestito cinque parametri definti dal Prof. Vescovi, Marketing, Università Ca' Foscari; COMUNITÀ_nel governo della risorsa primaria turismo, l'altopiano oggi ha una propria forma di coordinamento?; INNOVAZIONE_quali rilevanti segnali di innovazione e competitività l’altopiano può oggi vantare con orgoglio?; TALENTO_ciascuna eccellenza professionale, in ciascun campo, è stata chiamata attorno ad un tavolo di consultazione dalle istituzioni altopianesi?; TERRITORIO_oltre che per la Grande Guerra, l'altopiano è effettivamente percepito per la sua reale importanza e identità storica secolare?; ACCOGLIENZA_l'altopiano sa ascoltare, coinvolgere e integrare quei talenti, anche “foresti”, in grado di valorizzarlo?

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: L'ALTOPIANO N. 306, La voce degli 8 Comuni | Data: 21/11/2009 11.40.47 | Id messaggio : 54


L'INCAPACITA' DI "FARE TERRIORIO"
L'ALTOPIANO, La voce degli 8 Comuni, Sabato 17 ottobre 2009_Bel incontro pubblico quello di Enego, ce ne vorrebbero forse di più per coinvolgere il territorio su scelte così importanti. Il sindaco Rodeghiero ha chiarito l'obiettivo in sostanza di rivalutare quello che c'è, con grande rispetto, nel modo più "soft", senza lasciare ferite. C'è una commissione con lo scopo di raccogliere le indicazioni che perverranno, dovrà vigilare sull'avanzamento del progetto in considerazione delle osservazioni raccolte (una specie di tutor per il territorio). Certo è che anche Enego ha grossi problemi di "comunicazione", prima dell'incontro non si era capito nulla e chissà... forse non sarebbero neppure nati due comitati contrari. Ma come sempre il mio punto di vista è quello della cultura della qualità e competitività del nostro territorio. Se guardi alla rivalutazione di Marcesina o alla valenza della Ciclabile da Folgaria, realizzabile con i finanziamenti dell'accordo Galan-Dellai 2008, come opportunità di innovazione per l'altopiano che ami, se però non avverti ancora i reali segnali di una concertazione generale, se assisti e sei cosciente che a monte manca un progetto più ampio di sviluppo condiviso in cui trovino "senso" e si armonizzino i singoli interventi, allora è ogni volta come accusare pugni nello stomaco. Ti viene sparata in faccia una realtà violenta: verrà a ripetersi lo stesso approccio che fino ad ora ci ha emarginati, «Possibile ?» ti chiedi. L'assoluta incapacità di "fare territorio" riaffiora di nuovo, l'approccio è di nuovo archeologia, incurante e persino in antitesi con quello dei sistemi-turismo limitrofi. Dinamiche del paradosso: 1) i distretti turistici trentini pongono al vertice il marketing territoriale, progettualità per "obiettivi" comuni; 2) questo approccio ha dato rilevanza, attrattività e competitività ai loro territori; 3) il loro vantaggio acquisito ci penalizza, noi privi di un nostro governo del territorio diveniamo transfrontalieri bisognosi; 4) ci viene in aiuto l'accordo Dellai-Galan, adesso potremmo disporre di "strumenti" per la riqualificazione di Marcesina e una dorsale ciclopedonabile da Folgaria ad Asiago... ; 5) stiamo utilizzando questi "strumenti" per raggiungere "obiettivi" comuni?. No, Enego si occupa del "suo" comprensorio Marcesina, Roana fa la ciclabile ignorando Marcesina, Rotzo è tagliata fuori della ciclabile di Roana, Gallio a sua volta, e siamo nel 2009, non è collegata con una pedonale con Asiago, le stoan platten e la Calà del Sasso vanno in malora, mentre il "mostro" del Turcio lo mettiamo con vanto in bella mostra lungo la strada... «Serve marketing e tutela dell'ambiente» ha ripetuto al covegno del Rotary al Millepini Giovanni Santoro (C.O.S.E.S. Venezia). Le due cose non sono più scindibili, si autoalimentano. Ma i nostri decisori non hanno competenze alcuna verso la prima, quindi minimizzano, liquidano con battute, si barricano dietro pregiudizi. Questa denuncia assume oggi significato di missione urgente per il territorio. Serve a provocare una reazione che generi negli altopianesi il bisogno di cambiare, di tornare protagonisti del turismo, di non "sopportare" il non essere un distretto turistico innovativo e competitivo, di "pretendere" che non si perdano più, metodicamente, le occasioni di crescita e innovazione che questo straordinario patrimonio storico-ambientale che è l'altopiano offre. La storia di 500 anni di cultura del territorio, di autonomia governativa, di federazione, la storia di una Reggenza talmente rilevante da avere un "porto" sul Brenta e un "fondaco" a Venezia resta patrimonio di valori latenti che siamo incapaci di organizzare, rendere fruibili e sopratutto "comunicare", prima di tutto verso il territorio stesso, poi verso l'esterno. L'unica altra strada è opposta, già la conosciamo, «ancora individualismo e consumo dell'ambiente».

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: L'ALTOPIANO, La voce degli 8 Comuni | Data: 31/10/2009 8.54.24 | Id messaggio : 52


OBIETTIVO COMPETITIVITA' 1
Il livello di competitività del sistema turismo Altopiano è allarmante, se pensiamo all’abbondanza di risorse naturalistiche, storiche e culturali di cui disponiamo diviene imperdonabile. Spesso, in certi discorsi, ci si confronta con Cortina o il Trentino, ma la percezione ottenuta investendo per anni in politiche di marketing e comunicazione fatte in casa e senza alcuna strategia ci posiziona oggi a fianco ad Auronzo e Tarvisio. I punti deboli del sistema turismo Altopiano sono i decisori locali, la loro non-conoscenza e la loro lontananza culturale da nuove dinamiche di mercato. Il discorso vale soprattutto per gli aspetti della sostenibilità, identità di marca, marketing territoriale, branding. L'assenza di un Centro Servizi che funga da regia e, peggio, l’inadeguatezza della formazione specifica degli attori della filiera decisionale, sono i fattori che emarginano progressivamente il territorio. Nessuna di queste figure ha mai realmente operato su progetti strategici a medio termine con una visione della portata richiesta. Naturalmente, la loro onestà e impegno sono fuori discussione.

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: | Data: 20/09/2009 17.50.46 | Id messaggio : 51


OBIETTIVO COMPETITIVITA' 2
APPROCCIO Un'approccio corretto richiede un tavolo multidisciplinare dove, normalmente, si parte da linee-guida di frutto di un documento condiviso e sottoscritto. Accade così nei distretti vicini. In Altopiano manca una visione del divenire del territorio. Non si tratta di "amministrazione", ma dell’ordinaria (altrove) attività di analisi, ricerca e sviluppo per la competitività del Distretto Turistico. Che serva un cambiamento sembra in parte emerso. Partecipando ai convegni certe parole d’ordine si ripetono univoche. Resta però da capire perché dovremmo aspettarci che gli attuali decisori-amministratori si trasformino in qualche mese in quello che non sono, degli operatori di marketing e comunicazione con esperienza internazionale. Non lo sono, svolgono altre professioni, non può essere chiesto loro di divenirlo, non hanno mai portato alla competitività una marca. Sono stati eletti come amministratori e come tali amministrano la vita del proprio comune. E’ questo aspetto che rappresenta l’attuale vero collo di bottiglia, il centro stesso del problema. Nella filiera decisionale non c’è “qualità della committenza”. C’è quindi bisogno urgente di comunità, di andare oltre l’ambito comunale, di ritrovare la capacità di essere uniti nel formulare obiettivi strategici di interesse territoriale, poichè il benessere comune è la premessa al benessere personale (Tiziano Vescovi, marketing, Università Ca' Foscari, Venezia). Ora, se è vero e se è condiviso, che la crescita qualitativa del sistema turismo sia davvero fattore così centrale da non poter assolutamente rischiare di dare ulteriori segnali di provincialismo ed emarginazione, allora la prospettiva oggi è totalmente diversa e le parole d’ordine sono diventate IDENTITA’, COMPETITIVITA' DEl TERRITORIO, TURISMO DI PROSSIMITA', MOBILITA' DOLCE, DISTRETTO TURISTICO, CENTRO SERVIZI ecc. ecc.

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: | Data: 20/09/2009 17.48.47 | Id messaggio : 50


OBIETTIVO COMPETITIVITA' 3
VISIONE Credere, e far credere, che un turismo competitivo possa ancora vivere di interventi sporadici, anticilici, personalistici ed estemporanei dell’uno o dell’altro amministratore comunale è un errore imperdonabile. Come tutte le attività complesse, un sistema-turismo ha bisogno, prima ancora dei finanziamenti, di una visione. Questa in altopiano non c'è. La cosa che più deve indignare chi si avvicina a queste problematiche è sentirsi dire «dateci i soldi e vedrete cosa sapremo fare». Inutile, ancora strumentale, nascondersi dietro questi vecchi alibi. Nel nostro caso è richiesta una visione a medio-lungo termine capace di generare linee guida univoche nell’obiettivo della competitività, della rilevanza, della massima valorizzazione del Distretto Turistico. Come tutte le attività strutturate, questo progetto ha bisogno che la visione generale sia corredata da strumenti adeguati per attirare investimenti. In questo senso possiamo parlare senza più remore di un'unica grande organizzazione strategica del turismo (Centro Servizi), governata e partecipata dai referenti del territorio (Consulta Turismo), finalmente coordinata professionalmente a 360 gradi (Linee Guida), in tutta l'attività di comunicazione (Branding). Cosa abbiamo: un ambente naturale, vantaggi strategici che altri non hanno; cosa non abbiamo: un'idea-sfida che guida il territorio verso la competitività che altri hanno. Ma non è possibile orientare l’innovazione del territorio verso la competitività senza mettere per prima la comunità, perché la competitività si alimenta solo con la polarizzazione tra Centro Servizi (l’area di eccellenza del distretto) e imprenditori, mentre non ha funzionato e non funzionerà quella tra amministratori e imprenditori.

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: | Data: 20/09/2009 17.47.34 | Id messaggio : 49


OBIETTIVO COMPETITIVITA' 4
MARCHIO AD OMBRELLO Paradossalmente, l'Altopiano non ha un suo unico marchio e una sua identità di marca. In mancanza del Centro Servizi che fa da tutor questa identità è sistematicamente scomposta e neutralizzata da una miriade di iniziative della Regione, Provincia, Consorzio Turismo, Montagna Cibra, Montagna Vicentina... In un mondo in cui ogni prodotto o servizio deve sempre più sapersi far distinguere per poter emergere, il marchio e la marca sono diventati fattori sempre più importanti e fortemente determinanti per veicolare lo "status" dell'offerta (la rilevanza che percepiamo di un dato prodotto o servizio rispetto ad un'altro). Nel nostro caso abbiamo fortemente bisogno di un "marchio ad ombrello", ovvero un sistema di segni normato (disciplinare) in grado di tenere sotto un "ombrello - identità - altopiano" tutto l'insieme di attività e valori territoriali che vanno dal Festival Hoga Zait alla Fiaccolata Storica della Calà del Sasso, dall'agricoltura all'agroalimentare, dall'artigianato ai servizi, tutto l'arco dell'offerta di servizi ad essi associati. Questa strada, che va però affrontata con la massima professionalità, è già stata ampiamente percorsa con successo dalle altre economie di vallata. Va detto anche che l'elaborazione del marchio ad ombrello per un distretto turistico non è primariamente un lavoro di grafici o designer, ma implica un processo di elaborazione basato su uno studio importante dell'identità di marca, valori fondativi, valori competitivi. Per capire quanto si sia culturalmente lontani dal disciplinare questi aspetti fondamentali, basterà confrontare i siti web ufficiali degli otto comuni e verificarne la ricercata eterogeneità, oltre il fatto che solo Roana dichiara nella testata della propria homepage di far parte dell'Altopiano di Asiago 7C.

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: | Data: 20/09/2009 17.46.16 | Id messaggio : 48


OBIETTIVO COMPETITIVITA' 5
PERCEZIONE DEL PRODOTTO L’Osservatorio Nazionale del Turismo colloca Asiago - assieme ad Auronzo e Tarvisio - all’interno del raggruppamento di destinazioni turistiche denominato “Estati a bassa quota”. Il rapporto 2009 “Il turismo montano in Italia. Modelli, strategie, performance” descrive, in buona sostanza, come venga attualmente percepita la nostra offerta. Non si tratta del nostro "ritratto", ma del modello di località turistica di montagna con cui siamo classificati da turisti e operatori: bassa altitudine; risorse ambientali limitate; alta accessibilità; qualificazione medio-bassa dell’offerta alberghiera; spiccata vocazione estiva; bassa pressione turistica; basso livello di internazionalizzazione; prezzi competitivi nella stagione invernale; scarso livello di intermediazione; buona differenziazione prodotto estivo. Le località incluse in questo modello: sono numericamente popolose; non basano principalmente sul turismo le proprie opportunità di sviluppo; sono deboli nell’offerta ricettiva alberghiera (con una presenza molto forte di ricettività non imprenditoriale); presentano un bassissimo tasso di occupazione dei posti letto (non remunerativo per le aziende e non strumentale a nuovi investimenti); risultano essere frequentate soprattutto in estate, con trend però negativi, a differenza della stagione invernale.

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: | Data: 20/09/2009 17.44.34 | Id messaggio : 47


OBIETTIVO COMPETITIVITA' 6
LE MAPPE DI POSIZIONAMENTO Nel corso del Convegno "Montanari e foresti, insieme per un nuovo modo di fare turismo sull’Altopiano", organizzato ad Asiago il 3 agosto 2009 al Millepini dal Rotary in seno al 18° Meeting dell’Amicizia, Giovanni Santoro, ricercatore COSES (Consorzio per la Ricerca e la Formazione, Venezia) ha presentato la ricerca "Il turismo dell’Altopiano". Analizzando, tra l'altro, la competitività di domanda/prodotto per bacini ha evidenziato che la competizione per il prodotto invernale si gioca su una scala territoriale più ampia (bacini di domanda spesso europei); il prodotto estivo compete invece su scala territoriale più limitata e spesso con altri prodotti non montani; le località a doppia stagionalità pur presentando maggiore articolazione di prodotto devono competere su più livelli; la competizione sui bacini regionali ed escursionistici è limitata a ristrette aree geografiche; all’interno dei gruppi di località competitors giocano un ruolo chiave l’organizzazione del prodotto ed il prezzo. Ancora il Dott. Santoro, «l'altopiano è percepito come comprensorio, va proposto come tale: Asiago ne rimarrà la stella (...), ma non sarà la destinazione del turismo».

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: | Data: 20/09/2009 17.43.02 | Id messaggio : 46


OBIETTIVO COMPETITIVITA' 7
15 marzo 2008_CANOVE / Sala Consiliare_Realizzazione di una nuova struttura "a servizio dello sviluppo locale e della montagna" (La "Cattedra", ndr). Il Prof. Pavan dell'Università di Padova indica con determinazione: «l'altopiano, come territorio, torni a riappropriarsi di una propria progettualità» come già in passato con la Reggenza, «progettualità come potenzialità aggregativa». Associazione tra i Comuni di Asiago, Enego, Foza, Gallio, Lusiana, Roana e Rotzo. 11 aprile 2008_ASIAGO / Cinema LUX_"Strategie integrate per uno sviluppo turistico e competitivo del territorio". Testo di presentazione: «una progettazione ambientale condivisa da cittadini, operatori economici, enti locali, turisti, che operano, vivono, visitano e gestiscono il territorio, per realizzare così uno sviluppo economico e turistico sostenibile e duraturo.» GAL Montagna Vicentina, Centro Studi Qualità Ambiente, Università degli Studi di Padova. 03 agosto 2009_ASIAGO / Millepini_"Montanari e foresti: insieme per un nuovo modo di fare turismo". Giovanni Santoro (COSES Venezia): "turismo di prossimità" come opportunità, marketing e promozione come leve per la crescita; «l'altopiano è percepito come comprensorio, va proposto come tale: Asiago ne rimarrà la stella (...), ma non sarà la destinazione del turismo». Rotary Club di Bassano del Grappa ed Asiago, patrocinio Comune di Asiago e dalla Spettabile Reggenza dei 7 Comuni.

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: | Data: 20/09/2009 17.40.27 | Id messaggio : 45


INCONTRO Liberaconsulta7c | VEN 10.07 | 20.30 |
Incontro Liberaconsulta7c | VEN 10.07 | ORE 20.30 | SALA CACCIATORI | HOTEL GAARTEN | GALLIO | Si tratta di un primo incontro informale, fuori dagli schemi delle amministrazioni e dei politici. Il tema rimane l'urgenza di un governo unitario del sistema turismo altopiano. Per partecipare è sufficente confermare inoltrando una mail all'indirizzo mail@liberaconsulta7c.it

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: | Data: 08/07/2009 18.53.56 | Id messaggio : 44


UN MACIGNO PESANTE
Centralità del prodotto-area altopiano: il Centro Servizi come tutor per il territorio in una visione di distretto turistico. Da un lato persiste una formidabile sequenza di pregiudizi insiti nella nostra gente, dall’altro fa scudo il forte radicamento di zone erronee nella nostra filiera decisionale. Le due cose si autoalimentano e convergono per tradursi in un ostacolo talmente stratificato negli anni da rendere impossibile la più elementare forma di dialogo per l’organizzazione di un governo comune, forte, della grande risorsa turismo. Negli ultimi due anni di analisi, inoltre, ho individuato che il motivo primo per cui i nostri decisori, amministratori pubblici e imprenditori locali, non sono attori protagonisti del cambiamento è riconducibile alla circostanza che non sono minimamente preparati culturalmente in questo senso. Di conseguenza, la minaccia più grave per il territorio sarà che questi decisori siano chiamati ad affidare incarichi esterni in merito a marketing e comunicazione, non avendo assolutamente le conoscenze e l’esperienza manageriali per farlo. Ecco perché, sulla base delle esperienze di altre località, ma soprattutto della nostra stessa antica tradizione giuridica di distretto, va costituita, a garanzia del territorio, una consulta. Attingere dal passato è la forma più sicura per vedere il futuro. Nel Governo della Reggenza un Cancelliere aveva funzioni di dirigere la politica interna ed esterna assistito dal Consiglio Della Reggenza. Questo era composto da 14 rappresentati, 2 per ciascuno dei sette comuni che li eleggevano ogni 2 anni, le funzioni riguardavano le delibere interne ed esterne di interesse generale per il distretto, queste venivano ratificate dai consigli comunali a maggioranza dei voti.

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: | Data: 31/05/2009 21.19.50 | Id messaggio : 41


Libera Consulta 7C
L'argomento trattato di seguito riguarda direttamente la centralità e l'urgenza di una “Reggenza per il Turismo” in una logica distrettuale. Va valutato con quale tipo d’approccio il nostro territorio, nella sua vocazione turistica, sia oggi fortemente chiamato a ricondurre tutto sul piano dell’unità per dare un senso alla sua stessa storia e superare l'attuale deriva. Non c’è, naturalmente, nulla di rivoluzionario da introdurre. Si consideri che negli ultimi venti anni, altre località, ben meno fortunate di noi, hanno accusato e superato gli stessi problemi. Le soluzioni adottate rappresentano oggi una costante, tanto da divenire prassi comune. Pur chiaramente con sfumature diverse, il processo riguarda: unire gli sforzi sotto un'unica identità (marca), un unico coordinamento (Centro Servizi), fare rete, fare squadra (cooperativismo), attirare investimenti (marketing territoriale), creare attrattività (valorizzazione e comunicazione del prodotto), offrire opportunità di lavoro e dare senso al futuro degli abitanti (progettualità). E' di questo che stiamo parlando, di fare quel passo avanti che gli altri hanno già fatto da tempo e che per l'altopiano significa solo, facilmente, riprendere il passato. Perchè nel passato, ben prima degli altri, noi eravamo già uniti, avevamo già un governo territoriale al di sopra dei singoli sette comuni, una nostra capacità di condivisione di obiettivi comuni verso l'interno, un nostro modo di essere rilevanti verso l'esterno. Oggi, tecnicamente, l'organismo che coordina un distretto turistico si chiama Centro Servizi, sottointendendo primariamente le attività strategiche di marketing e comunicazione. Ma mi sia concesso, da altopianese fortemente legato alla nostra storia, la proposta della denominazione Libera Consulta per il Marketing Territoriale Spettabile Reggenza Altopiano 7 Comuni (per brevità Libera Consulta 7C). Ci farà sentire questo aspetto centrale, ma un po’ ostico, ancora più vicino alla nostra storia e, oggi, alla nostra identità.

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: | Data: 31/05/2009 21.17.30 | Id messaggio : 40


REGIERUNG VUN SIBEN KOMOIN
Anno 1310: i Sette Comuni (Prüüdare Liibe, cari fratelli) hanno bisogno di forza per poter pesare politicamente. Si uniscono e si danno un ordinamento politico. Una così una Repubblica Federale tra le più antiche, un territorio di circa 450 Kmq, la sede è il Palazzo della Reggenza ad Asiago, l'articolo 1 dello Statuto recita: il bene del popolo è il bene del governo, e il bene del governo è il bene del popolo. Con la dedizione a Venezia del 1404 inizia un secolare patto territoriale che vede consolidare il cooperativismo dei comuni dell'altopiano attorno ad un'economia silvopastorale. Ai giorni nostri tutto questo si chiamerebbe marketing territoriale, i nostri avi avevano già dunque una visione di distretto, la Reggenza stessa è una forma di governo sovracomunale. Il nostro territorio ha bisogno semplicemente di riappropriarsi proprio di questo, ovvero di tradurre in forme moderne le uniche condizioni che hanno sempre consentito l'autodeterminazione e l'autogoverno. Abbiamo bisogno di riappropriarci, con urgenza, di quella cultura giuridica modellata dal tempo “su misura” per la nostra particolare realtà. Si tratta, semplicemente, di aggiornarla, adattarla. Ieri eravamo uniti sotto un unico governo attorno all'economia offertaci dalla nostra maggior risorsa di allora, quella silvopastorale; oggi nessuno, se non i nostri stessi limiti, può ostacolarci nell'unirci sotto un unico governo del turismo attorno alla nuova economia offertaci dalla nostra maggior risorsa: un ambiente che, proprietà comune, offre e attrae risorse.

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: | Data: 31/05/2009 21.11.19 | Id messaggio : 38


PASSAGGIO OBBLIGATO
Innovazione per noi significa, direttamente, elevare sensibilmente la qualità dell'offerta turistica complessiva dell'altopiano. Questa volontà passa, inevitabilmente, per un percorso obbligato, la creazione di un unico Centro Servizi capace di traghettarci verso una realtà di distretto turistico. L'obiettivo è duplice. Il primo è di ordine operativo, mirato all'eccellenza nella progettualità e nello sviluppo di strategie in una visione realmente comune e coordinata; il secondo è di ordine sociale, un nuovo modo di operare in cui la parola chiave è "cooperativismo". Ma sappiamo bene che le parole non basta invocarle. Occorre invece un reale, forte, incisivo coinvolgimento della nostra gente. Occorre che questa urgenza sia sentita e voluta. Ma come potrà mai emergere questa consapevolezza delle opportunità nell'attuale egemonia culturale? Politici e amministratori stessi hanno bisogno di questa presa di coscienza da parte del territorio. Ecco allora perchè il Centro Servizi diviene il punto di partenza ed ecco perchè il suo primo obiettivo dovrà essere l'avvio della formazione continua degli attuali operatori. Oltre, naturalmente, a livelli di alta specializzazione per addetti alle attività di marketing e comunicazione: disponiamo infatti di una nutrita schiera di commercialisti, la scuola alberghiera sforna professionalità, ma ci manca totalmente un management nell’area strategica marketing e comunicazione nel turismo.

Autore: Andrea Cunico Jegary | Luogo: | Data: 31/05/2009 21.09.52 | Id messaggio : 37




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